“Azzurro”, la mostra monografica su Simon Hantaï alla Gagosian

Da Gagosian a Roma 26 dipinti di Simon Hantaï in una mostra curata da Anne Baldassarri. Fil rouge dell'esposizione, il colore blu

Azzurro è la nuova monografica su Simon Hantaï alla Gagosian Roma, inaugurata il 2 febbraio 2024. La curatela della mostra è stata affidata ad Anne Baldassarri, curatrice di arte contemporanea e tra le massime esperte dell’artista ungherese. L’esposizione presenta 26 dipinti dell’autore, approfondendo il legame che Hantaï ha con l’Italia e l’influenza della tradizione visiva italiana sul suo lavoro. Il fil rouge per comprendere la lettura del percorso, è da ricercarsi nel colore blu e nelle sue innumerevoli sfumature. Hantaï nei suoi lavori assorbe totalmente l’azzurro, lo esperisce e ci vive dentro, respirandone ogni tonalità. Gli ampi spazi della Gagosian permettono perfettamente al visitatore di immergersi nell’arte di Simon Hantaï. Il pubblico si ritrova così parte del suo mondo, davanti a opere che comunicano, emozionano e con cui può dialogare.

Il percorso è suddiviso nei 3 grandi spazi principali della galleria al piano superiore e segue, in ordine cronologico, gli straordinari esempi di pliage dell’artista. Ad essere rappresentati non tableau vivant, ma tele con colori brillanti nella loro essenza più materica e oggettuale. La prima tela con cui il visitatore si imbatte è la tela Peinture (Petit Nu) del 1949, appartenente alla produzione giovanile dell’artista. Sull’intenso sfondo, questa volta turchese, si staglia improvvisa una figura, evidenziando la forte impressionabilità che la pittura rinascimentale ha esercitato su di lui. La sala principale, la grande stanza ovale della galleria, raccoglie una serie di dipinti che appartengono alla serie Tabula (1972-1976; 1980-1982).

Presenti diversi riferimenti ad artisti storicizzati come Cézanne, Matisse, Picasso ma anche Piero della Francesca, Giotto, Masaccio e Beato Angelico. Questi dipinti si legano anche al ricordo di infanzia dell’artista, nella forma e nel colore del grembiule materno, a cui ridà nuovamente vita. Ulteriore fascinazione poi, è dovuta al cosiddetto blu mariano e dalla centralità di questo colore nel culto cattolico, testimoniato dal dipinto Le Manteau de la Vierge conservato ai Musei Vaticani.

Nell’ultima sala è invece presente il lavoro più recente dell’artista (1982-1985), che non dipinse più nulla dopo la metà degli anni ’80, se non per sua fruizione personale. In questa rara esposizione Simon Hantaï ha raggiunto il culmine della sua maturità artistica: le tessere strappate originano forme inedite, espandendosi proporzionalmente allo spazio vuoto circostante. Il tocco è diventato determinato e deciso e mette in luce il contrasto tra l’assenza e la presenza del colore.

Simon Hantaï ha uno sguardo mistico nei confronti del mondo e dell’arte, che rende una continua ricerca spirituale sugli aspetti più remoti della nostra esistenza. Sarebbe banale nel suo caso parlare di una pratica totalmente affidata al caso: la sua pittura è la «scrittura primaria dell’umanità», una interrogazione incessante e indiscreta che mobilita assieme corpo e mente, e che lo rende artista, filosofo e uomo prima di tutto. Un ritorno al punto zero, in cui l’arte vive nel momento in cui esiste il suo artefice.

Azzurro
dal 2 febbraio al 30 marzo 2024
Gagosian Roma – Via Francesco Crispi 16, Roma
info: gagosian.com

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