Il MoMA di San Francisco ha acquisito oltre 100 opere realizzate da artisti con disabilità dall’associazione californiana no-profit Creative Growth Art Center, che da ormai 50 anni promuove la creatività di artisti disabili. Oltre all’acquisizione delle opere che entreranno nella collezione permanente del museo, grazie a questa partnership, verranno organizzate esposizioni totalmente dedicate al tema, la prima nella primavera 2024.

Il progetto avrà, per ora, una durata triennale e tra gli artisti presenti troviamo la pittura inconfondibile di Joseph Alef, Camille Holvet con le sue opere animate da fantasia e desideri repressi, l’artista multimediale Susan Janow, la stratificazione tra parole e immagini di Dan Miller e i disegni di Dwight Mackintosh. In aggiunta verrà presentata anche un’opera commissionata all’artista del Creative Growth, William Scott classe ’64: il pittore è noto per le forti riflessioni sociali dei suoi murales che pongono l’accento sul bisogno di una società più equa e accessibile per tutti. Nei suoi lavori mette in luce la vita cittadina e la cultura di San Francisco e per l’occasione realizzerà un lavoro site-specific per la serie Bay Area Walls del MoMA.

Senza titolo, 2019
acrilico e inchiostro su carta
«Questa partnership fa parte del nostro impegno costante per realizzare la visione del MoMA di San Francisco di presentare e raccogliere una gamma più diversificata di artisti, ampliando la nostra comprensione della storia dell’arte e delle narrazioni e degli artisti che l’hanno plasmata. È uno dei tanti passi importanti nell’impegno atteso dal museo nel dare priorità all’accessibilità e agli artisti con disabilità» ha raccontato Christopher Bedford, direttore del museo.

I medium utilizzati sono molteplici: dai pastelli a olio, alla pittura ad acrilico, la ceramica, il disegno e persino il video. Lo scopo del progetto è quello di fare luce su artisti che presentano disabilità fisiche o cognitive e arrivare a promuovere questa tipologia di inclusione anche nel mondo dell’arte. Si tratta sicuramente di un evento rivoluzionario nel mondo del contemporaneo, visto il peso che l’importante istituzione ha nel mondo attuale. Grazie alle rassegne organizzate sarà possibile vedere l’arte da altre miriadi di prospettive, testimonianza di un fortissimo messaggio inclusivo, di una riflessione sulla libertà d’espressione e una ridefinizione personale per ognuno di noi sul concetto di “normalità”.


