Artemisia Gentileschi, le opere dell’artista in mostra a Genova

Il Palazzo Ducale di Genova ospiterà per la prima volta alcuni capolavori di Artemisia Gentileschi, una figura chiave per l'arte moderna italiana

Palazzo ducale

Genova

L’esibizione dedicata ad Artemisia Gentileschi, iconica pittrice seicentesca, ha inaugurato lo scorso 16 novembre nel Palazzo Ducale del capoluogo ligure. Le opere in mostra sono circa 50 e provengono dai più disparati musei del mondo e italiani. L’esposizione è curata dal critico Costantino d’Orazio con la collaborazione di Anna Orlando e propone un percorso suddiviso in ben 10 sezioni che attraversano i momenti salienti della sua carriera.

Dagli esordi alla maturità i dipinti ci raccontano una visione collettiva della sua vita, come il periodo passato in bottega dal padre Orazio, da cui apprenderà la lezione del caravaggismo da lui filtrata, la fuga da Roma dopo l’accusa di stupro ad Agostino Tassi e il successivo soggiorno a Firenze, dove inizierà a firmare i suoi quadri come Artemisia Lomi, per cancellare l’onta sul suo nome. L’evoluzione della sua arte risulta visibile allo spettatore: dalla progressiva emancipazione nei confronti della maniera di Orazio sino all’acquisizione di un suo stile unico e personale.

Tra le opere esposte troviamo nelle sale introduttive la prima versione di Susanna e i Vecchioni datato al 1610 quando Artemisia aveva appena 16 o 17 anni. La tela in prestito dal Kunstsammlungen Graf von Schönborn di Pommersfelden, testimonia il suo precocissimo talento e vi sono ravvisabili (come per molte sue opere giovanili) alcuni interventi di Orazio Gentileschi, in questo caso nella figura dei Vecchioni.

Artemisia non ha lo stesso virtuosismo di Orazio Gentileschi, ma rimane comunque una grande artista per altri versi. Abbastanza impressionante parlare di “artista donna” nel ‘600 e anche pensare che nell’ultima parte della sua vita la pittrice abbia gestito una bottega totalmente al maschile. La sua pittura ovviamente appare sempre influenzata dalla sua tragica fuga: la vicenda del suo stupro è stata ultimamente strumentalizzata, ma storicamente si tratta di una questione complicata e ambigua. L’artista ne esce profondamente sconvolta e comincerà a dipingere prevalentemente eroine femminili in cui si immedesima: tra queste sarà possibile vedere Giuditta e la sua ancella con la testa di Oloferne, in prestito dal museo Capodimonte di Napoli.

L’intento della rassegna, come spiega il curatore, è quello di «analizzare la grandezza dello stile della pittura di Artemisia che risiede principalmente nella sua capacità di riprodurre le emozioni. Se dal padre ha ereditato una sopraffina tecnica pittorica legata essenzialmente alla trattazione dei tessuti, della luce che si riflette sui panneggi che adornano le figure, Artemisia si differenzia da Orazio esprimendo l’intensità e la pluralità degli sguardi e delle espressioni dei protagonisti delle sue opere».

Artemisia Gentileschi. Coraggio e passione
fino al 1 aprile 2024
Palazzo Ducale – Piazza Giacomo Matteotti 9, Genova
info: palazzoducale.genova.it