Francia, venduta una maschera africana per 150 euro. Ne valeva 4 milioni

La vicenda ha innescato una controversia diplomatica tra Francia e Gabon, che ha chiesto il rimpatrio della maschera appena ritrovata

Sono giorni intensi per la vendita di oggetti d’arte inizialmente sottostimati. Dopo la vicenda del vaso di Carlo Scarpa, che una donna ha acquistato per pochi dollari in Virginia per poi ricavarne oltre 100 mila, un fatto simile è accaduto in Francia, dove una coppia di ottantenni ha venduto per soli 150 euro una maschera africana a un rigattiere, che ne ha però ottenuti ben 4,2 milioni. A derivare dalla vicenda, non solo una controversia giudiziaria tra l’uomo e i coniugi anziani, ma anche una diplomatica tra la Francia e il Gabon, che ha rivendicato la provenienza dell’oggetto e ne ha richiesto il rimpatrio.

Risalente al XIX secolo, la maschera è un esemplare di ‘Ngil’, un manufatto del popolo Fang del Gabon di cui se ne contano circa dieci esemplari in tutto il mondo. Realizzato in legno tropicale di fuma, dipinto con argilla bianca e decorato con una barba di rafia, il reperto è stato acquistato probabilmente nel 1917 da René-Victor Edward Maurice Fournier, governatore coloniale francese e nonno di uno dei due coniugi. Da qui, il ritrovamento nella soffitta della casa vacanze dei due e la volontà di disfarsene.

A stabilire la rarità del manufatto, la casa d’aste di Montpellier a cui il commerciante si è rivolto, anche questo inconsapevole del valore reale della maschera. La stessa casa d’aste aveva peraltro offerto una valutazione iniziale di molto inferiore rispetto ai 4 milioni con cui un acquirente anonimo si è alla fine aggiudicato il reperto. I soli 300 mila euro stimati all’inizio della vicenda sono stati offerti dal rigattiere alla coppia: i due però gli hanno fatto causa, convinti di essere stati truffati. Ad occuparsi della vicenda è stato il Tribunale di Alès, che ha stabilito la validità della vendita, in quanto gli anziani «non hanno dimostrato alcuna diligenza nel valutare il giusto valore storico e artistico del bene». Di conseguenza, il commerciante ha potuto proseguire con la vendita, che si è conclusa presso l’Hotel des ventes de Montpellier.

La storia però non si ferma qui. Trattandosi di una vicenda dalle implicazioni coloniali, ne è derivata anche una controversia diplomatica. Infatti, due avvocati del governo di transizione del Gabon hanno presentato una mozione al tribunale francese per “ottenere il successivo annullamento della vendita di questa maschera, il suo rimpatrio e la consegna dei fondi”. La loro posizione deriva dalla definizione del manufatto come “guadagno coloniale illecito”, in quanto si ritiene che sia stato prelevato illegalmente durante il dominio coloniale della Francia.

La mozione del Gabon è stata respinta, dato che il giudice ha chiarito che si è trattato di un acquisto e non di un furto, ma la vicenda ha avuto una risonanza tale da chiamare in causa anche il presidente francese. Nonostante le conclusioni del tribunale, Emmanuel Macron ha chiesto la restituzione della maschera, sostenendo di non poter accettare «che gran parte del patrimonio culturale di diversi paesi africani si trovi in ​​Francia».