Blankets, un capolavoro senza età

A distanza di 20 anni dalla prima pubblicazione torna sugli scaffali l’intenso graphic novel autobiografico di Craig Thompson, con oltre 40 pagine di making of

È sempre più facile, oggi, gridare al “capolavoro”. Che si tratti di un film, una canzone, un libro, questo termine che Treccani definisce «la migliore in una serie di opere di un artista, di uno scrittore», dovrebbe essere usato con più cautela e meno superficialità. Un discorso, questo, ascrivibile anche a un volume come Blankets, visto che l’adesivo in copertina riporta la dicitura «la genesi di un capolavoro»? Nel modo più assoluto, poiché il maestoso graphic novel scritto e disegnato da Craig Thompson è realmente un’opera incredibile, che ha segnato la rinascita del fumetto autobiografico. Parliamo di un genere che, tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila, era già stato affrontato da altri autori – da Howard Cruse (Figlio di un preservativo bucato) a Marjane Satrapi (Persepolis) a Joe Sacco (Palestina) – ma in alcun modo all’interno di un volume così corposo e curato in modo certosino.

A distanza di 20 anni dalla sua prima pubblicazione, Blankets torna in libreria in una nuova edizione pubblicata da Rizzoli Lizard. Con oltre 40 pagine di making of delle sequenze più memorabili in cui l’autore rivela la genesi, tutt’altro che semplice, di questo lavoro – senza dimenticare l’accurata selezione di schizzi preparatori –, l’opera (640 pagine in bianco e nero, 35 euro) è impreziosita da un intenso messaggio di Thompson (titolo: “Un dialogo lungo vent’anni”) a chi, in Italia, lo segue e apprezza da anni («grazie a voi, lettori e lettrici, per aver dato vita a questo libro che ho scritto e disegnato vent’anni fa, quasi come un diario segreto»). Dunque nel 2003, l’autore statunitense – nato nel 1975 a Traverse City, nel Michigan, è cresciuto in un paesino del Wisconsin – ha realizzato Blankets, tra le più toccanti rappresentazioni dell’adolescenza. Un graphic novel, il suo, che ha rappresentato (e continua a rappresentare) una vera e propria innovazione anche per gli argomenti affrontati; Thompson ha contribuito in modo importante, infatti, all’inclusione del fumetto nell’elenco delle opere “alte”, allo stesso modo del romanzo vero e proprio. E lo ha fatto con il suo talento, senza “scavalcare” nessuno. Sintomo che la qualità paga.

È arduo (se non del tutto impossibile) rievocare non solo le passioni, ma anche i conflitti e le preoccupazioni di quell’età senza venirne emotivamente travolti, ma come afferma il giornalista, blogger e conduttore radiofonico Luca Sofri nella sua introduzione (“Una distante tenerezza”), «l’autore di Blankets pare esserci riuscito, a giudicare dalla tenerezza distante con cui racconta il sé adolescente». E ancora, «in Blankets si sente spesso un silenzio, i silenzi. Non è che manchino o suoni, ma proprio si sentono i silenzi». Ecco, questo volume di un maestro del fumetto internazionale – dopo aver debuttato nel mondo della nona arte nel 1999 con Addio, Chunky Rice (che gli è valso subito un Harvey Award) ha confermato il proprio talento nel 2003 proprio con Blankets – narra una storia autobiografia, la sua: dalla giovinezza, trascorsa con non poche difficoltà (sfiducia, emarginazione, bullismo) fino ad approdare all’adolescenza, dove una rigida educazione religiosa (“hai pregato e riflettuto sull’eventualità di diventare sacerdote?”), che lo condizionerà per tutta la vita («i temi religiosi presenti in Blankets non sono una scelta premeditata: sono messi in maniera del tutto organica», precisa l’autore che oggi vive a Portland), entrerà in conflitto con il suo primo innamoramento (“di notte, quando stai sdraiato a pancia in su e guardi la neve che scende, è facile immaginarti in volo tra le stelle”). Il solo rifugio per il giovane Craig è il disegno, passione che condivide con il fratello minore Phil e nella quale trova una via di fuga da quella realtà così opprimente. 

Definito dal Time «un grande romanzo americano» e tradotto in varie lingue, Blankets – fruibile non solo dagli appassionati ma, per la sua completezza, anche dagli addetti ai lavori che possono trarre più di uno spunto interessante – è stato pluripremiato: due Eisner Awards per la miglior opera e la miglior sceneggiatura, tre Harvey Awards, come miglior artista, fumettista e opera originale e due Ignatz Awards per la miglior opera e miglior artista emergente. Tradotto per Rizzoli Lizard (che aveva pubblicato anche la prima edizione) da Claudia Manzolelli, Blankets è un lavoro unico nel suo genere, irripetibile e inimitabile anche solo col pensiero. «È davvero un onore sapere che, a due decenni dal suo debutto, questo libro viene costantemente ristampato e che il dialogo con il pubblico italiano non si è mai interrotto», chiosa l’autore nella sua introduzione. L’onore è tutto nostro, Craig.

Info: www.rizzolilibri.it

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