Vandalizzato il corridoio Vasariano. Il direttore Eike Schmidt: «vigilanza armata giorno e notte»

Si stanno già rimuovendo le scritte sui pilastri del corridoio Vasariano ma il direttore Schmidt annuncia il pugno duro da settembre

L’ennesimo atto vandalico a Firenze: il corridoio Vasariano è stato imbrattato da alcuni turisti tedeschi il 22 notte con graffiti nella parte esterna delle colonne del percorso sopraelevato che collega Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti. DKS 1860, questo il messaggio dei tifosi della squadra di calcio München 1860, che milita nella serie C tedesca.

Le operazioni di ripulitura e ripristino della superficie dei pilastri del Corridoio Vasariano sono già state avviate ma in questa situazione Eike Schmidt, il direttore delle Gallerie degli Uffizi, ha deciso di optare per il pugno duro e annuncia che a partire da settembre ci sarà vigilanza armata giorno e notte. «Questi episodi – ha detto – non devono ripetersi. Ai vandali chiederemo un rimborso danni adeguato. Va applicata la legge esistente con polso fermo e se non dovesse bastare va introdotta una legge più severa». 

Il sindaco Dario Nardella intanto assicura che si stanno visionando tutti i filmati delle telecamere: «Polizia municipale e carabinieri hanno avviato le indagini».

Parla di “vandalismo gravissimo” anche il ministro della cultura Gennaro Sangiuliano che, d’accordo con le affermazioni di Schmidt manifesta la necessità di introdurre pene più serie per chi colpisce uno dei luoghi simbolo del patrimonio nazionale.

Intanto alcuni personaggi del mondo della cultura come Tomaso Montanari manifestano dissenso per la linea dura annunciata. L’intellettuale su twitter scrive un post condannando le decisioni del direttore degli Uffizi: “Peggio delle scritte sulle colonne del Corridoio Vasariano cosa poteva esserci? Un museo difeso con le armi, un direttore che invoca le armi: in piena guerra. […] Da cittadino italiano, da storico dell’arte, da membro del comitato scientifico degli Uffizi mi vergogno di questa deriva forcaiola, che prende il posto dell’educazione, della formazione, della persuasione. Dopo aver ridotto Firenze a una location per milionari duellanti, ci si stupisce che qualche imbecille la usi come lavagna di visibilità mondiale? E la risposta sarebbero le armi? Che bancarotta culturale!”