A Emilio Isgrò va la Cittadinanza Onoraria di San Pier Niceto: «Se l’arte non suscita domande alla società non serve a niente»

Un gigantesco tir che trasporta una formica, ecco l'opera che Emilio Isgrò ha donato al paese del messinese durante la celebrazione

Quando aveva 18 anni Emilio Isgrò ha lasciato Barcellona Pozzo di Gotto per trasferirsi al Nord e da quel momento, tranne un breve periodo veneziano come responsabile delle pagine culturali del Gazzettino, vive a Milano. Nonostante questo la Sicilia non l’ha mai realmente lasciata. «Mi sento siciliano e milanese insieme», ha affermato in più di un’occasione e, difatti, il suo legame con la terra d’origine e gli elementi identitari della sua formazione attraversano in modo tangibile tanti dei suoi lavori.

Emilio Isgrò

È questa una delle ragioni per le quali il paese nel messinese di San Pier Niceto, dove sono nati i suoi nonni e suo padre, gli ha di recente conferito la Cittadinanza Onoraria. Con una cerimonia solenne, accompagnata da una tavola rotonda nella chiesa di San Francesco, il 22 luglio l’artista, poeta, scrittore, drammaturgo e intellettuale a tutto tondo è stato celebrato in tutti gli aspetti della sua attività passata e presente: “Si conferisce la Cittadinanza Onoraria all’artista, scrittore e drammaturgo Emilio Isgrò – recitano le volontà del Consiglio Comunale, presieduto dalla dott.ssa Chiara Catanese – per avere contribuito con le sue opere a diffondere la cultura, per i numerosi e prestigiosi riconoscimenti, ricevuti in campo nazionale ed internazionale, ricordando sempre e con orgoglio le proprie origini, e per aver mantenuto negli anni un affettuoso legame con la comunità sanpietrina, accrescendone il prestigio”. Tra le personalità che hanno partecipato alle celebrazioni Gino di Maggio (direttore di una prestigiosa fondazione per l’arte contemporanea), Nino Sottile Zumbo (critico d’arte e scrittore, la storica dell’arte Valentina Certo e Antonella Nuccio Presidentessa dell’Associazione Terreforti. A moderare l’incontro il giornalista Vincenzo Bonaventura. A dare il via ai lavori l’Assessore alla Cultura Giuseppe Ruggeri ed il Sindaco Domenico Nastasi. Nello svolgimento della tavola rotonda sono stati inoltre proiettati alcuni estratti dal documentario Emilio Isgrò. Come cancellare l’inutile, diretto da Guido Talarico, editore e direttore di Inside Art e dedicato al maestro Isgrò.

Commosse le parole dell’artista che ha così commentato il riconoscimento: «Quando mi è stata prospettata questa cittadinanza onoraria, l’ho accolta con grande felicità, come se finalmente mi venisse dato il premio che desideravo». Al di là degli interventi che hanno toccato diversi aspetti del suo lavoro, il Maestro ha avuto modo di parlare del rapporto tra l’arte e la società, evidenziando problemi quanto mai attuali che riguardano l’abbassamento culturale che progressivamente sta interessando il nostro paese. «Se l’arte non suscita domande alla società – ha affermato – non serve a niente. L’arte può essere prensile ma bisogna farne buon uso. È necessario tornare indietro, non verso i localismi, provincialismi ed integralismi del passato, ma verso quella dimensione identitaria caratterizzata dall’amore: perché da un piccolo amore nasce una grande fiamma e solo amando si produce cultura».

Per l’occasione, Isgrò ha donato un’opera a San Pier Niceto che è stata svelata al pubblico nella piazza Luigi Certo, una scultura viaggiante, a cura di Claudio Lucchesi e Nino Sottile Zumbo. Un camion che parla a chi lo osserva quel linguaggio universale delle cancellature che ha reso l’artista riconoscibile negli anni.  «Bisogna far diventare grandi le cose piccole e non piccole le cose grandi – così ha commentato l’artista l’intervento – il rapporto tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, tra il globo internazionale del grande mondo e la piccola San Pier Niceto mostra le possibilità di un dialogo». E difatti “Questo veicolo trasporta una formica” si legge in italiano e in inglese nel testo che peraltro cita un altro elemento chiave della sua produzione, le formiche, elemento minimo in continuità con le cancellature, segno mobile che va a occupare lo spazio visivo dei suoi interventi. Si leggono inoltre i nomi di due città Milano e San Pier Niceto, due delle principali tappe della sua vita. Dopo la sosta nel paese siciliano, l’installazione speciale si dirigerà verso altri luoghi ancora sconosciuti.

Nei prossimi mesi Isgrò sarà al Festivalfilosofia a Carpi, dove, dal 16 settembre, sotto il loggiato di Palazzo dei Pio presenterà la mostra Sillogismo del cavallo con 48 celebri cancellature create dagli anni Sessanta a oggi. Sarà poi in autunno a Roma, al Maxxi, con la Cancellazione dei Dieci Comandamenti, e poi a Milano, a Venezia e ancora in giro per l’Italia.

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