Face Festival Aspromondo, forme alternative di fruizione in un territorio quasi incontaminato

Fino al 16 agosto il Festival si svolge nel Parco Nazionale dell’Aspromonte. Ce lo racconta l’art-director Paolo Genoese

Fino al 16 agosto, tra i boschi di Gambarie di Santo Stefano d’Aspromonte (RC), si svolge il Face Festival Aspromondo. Non solo una residenza per artisti ma diverse attività pensate per riscoprire e valorizzare un territorio naturale quasi incontaminato.

Nel Parco Nazionale dell’Aspromonte, tra i boschi di Gambarie di Santo Stefano in provincia di Reggio Calabria, ha preso avvio dal 6 agosto la dodicesima edizione di Face Festival Aspromondo. Diretto da Paolo Genoese e dal regista Giacomo Triglia, il progetto che mira a valorizzare e riscoprire l’affascinante territorio, ospita diversi artisti in residenza. L’art-director Paolo Genoese ci racconta i dettagli del Festival.   

Come nasce l’idea del Face Festival Aspromondo?

Aspromondo è l’evoluzione naturale del FACE Festival, nato nel 2007 come contenitore delle arti. Nelle 11 edizioni passate, grazie alla partecipazione di circa 500 artisti, e oltre a loro di associazioni, volontari e pubblico è diventato un piccolo e luminoso faro, un salto verso la bellezza.
FACE Festival ha dato vita ad alternative forme di fruizione dell’arte fondate su dinamiche partecipate e interattive quali laboratori, workshop ed esperienze sensoriali rivolgendosi così ad un pubblico non elitario ma eterogeneo. Face Festival Aspromondo oggi è un progetto di residenza artistica nel massiccio montuoso dell’Appennino calabro: un’esperienza di immersione naturale tra i profili montani e le suggestioni ancestrali del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Siamo partiti da questa idea e abbiamo scelto un luogo: l’ex Vivaio Forestale di Cucullaro, in sinergia con il Comune di Santo Stefano in Aspromonte, che ha sposato il nostro progetto.

Face Festival Aspromondo 2023, L’Ignoto, Giuseppe Negro, © Giorgia Foti

Il Festival, che vanta una cornice d’eccezione, in che modo valorizza il territorio e divulga l’arte?

Il Festival riscopre le meraviglie nascoste della “montagna bianca” calabrese attraverso un percorso di simbiosi tra arte, natura e uomo: valorizza quello che abbiamo, rispettandolo e cercando di renderlo semplicemente più bello di quello che già è. L’idea da cui parte il progetto è quella di ospitare artisti legati da un comune obiettivo che è quello di realizzare in Aspromonte un museo a cielo aperto: il Bosco degli Artisti.

Cosa chiede la residenza artistica Aspromondo agli artisti selezionati?

Gli artisti in residenza, che sono italiani e internazionali, la maggior parte provenienti dalle Accademie di Belle Arti del nostro paese, sono la parte più importante di questo grande progetto. Chiediamo agli artisti di raccontare il modo che hanno di intendere la loro arte e il loro rapporto con la natura. È la loro curiosità, il loro modo di fare ed essere, le opere realizzate nel corso di questi giorni, il loro vivere il bosco ed abitarlo, a fare in modo che l’arte si immerga nella natura, prendendo spazio e creando un vero e proprio museo a cielo aperto. 

Ci parli degli artisti in residenza.

Gli artisti in residenza si stanno interfacciando con una realtà libera da ogni struttura precostituita che permette loro di vivere un’esperienza completamente immersiva nel luogo in cui stanno vivendo, realizzando delle opere che si innestano nel territorio in perfetta armonia con l’ambiente. Entrano nel bosco rispettando il silenzio che lo abita e, come nel caso dell’artista Giuseppe Negro, prendono coscienza dello spazio sacro che accoglie loro e il silenzio e lo elevano ad altro. Delimitano la vasta area del territorio creando delle realtà più simili ad una porzione di luogo, ad una stanza, che il visitatore deve attraversare prima nello spazio fisico attorno a sé e poi nello spazio interiore, dentro di sé, come nell’operazione che sta svolgendo Beatrice Valenza. Accolgono quello che si trovano davanti e lo trasformano in opera, come sta facendo lo scultore Tonino Denami. Ogni artista, prima di entrare nel bosco e renderlo vivo e pulsante con le proprie opere, entra in connessione con sé stesso e con il territorio perché solo in questo può ascoltare il cuore del bosco e raccontare questo battito a chi poi lo visita.

Che ruolo avranno i fruitori rispetto a questo progetto?

Noi ci aspettiamo che il Bosco degli Artisti possa crescere sempre di più, di anno in anno. Il nostro obiettivo è che consentire a chi entra nel Bosco degli Artisti di respirare arte, in tutte le sue molteplici forme. Tutte le opere del Bosco non vivono senza la partecipazione attiva del fruitore. Perché pongono delle domande, si fanno attraversare, si fanno girare attorno, ti fanno accomodare, alcune anche rannicchiare e stare al riparo. Ti fanno fermare a riflettere. Rendono una passeggiata fresca nel bosco ancora più piacevole.

facefestival.org