The Polar Stream, una residenza tra i ghiacciai artici

Roberto Ghezzi osserva i ghiacciai in una spedizione artistico/scientifica alle Isole Svalbard, le terre abitate più a nord del pianeta

Roberto Ghezzi pone al centro della propria ricerca l’autorappresentazione della natura e dei fenomeni naturali. Il 12 luglio 2023 è partito per una spedizione artistico/scientifica alle Isole Svalbard, le terre abitate più a nord del pianeta, a Longyearbyen, presso lo Spitsbergen Artists Center per tracciare la fusione dei ghiacciai. Il progetto The Polar Stream intende restituire una rappresentazione del paesaggio artico facendo in modo che sia il fenomeno del cambiamento di stato dei ghiacciai a trascrivere in qualche modo sé stesso in termini artistici.


Roberto Ghezzi, The Greenland project, Tasiilaq, 2022

A cura di Mara Predicatori, The Polar Stream è realizzato con il patrocinio di Istituto Italiano di Cultura a Oslo in collaborazione con la dott.ssa Fabiana Corami CNR ISP-Istituto Scienze Polari e il videomaker Leonardo Mizar Vianello.

Grazie alla singolare ossessione artistica di restituire quanto più fedelmente i fenomeni naturali delegando alla natura la propria raffigurazione, in quasi due decenni Ghezzi ha realizzato installazioni e ricerche in molti luoghi nazionali e internazionali, legando il suo lavoro a studi sull’ecosistema e sulla biologia in parchi e riserve naturali di tutti i continenti (Alaska, Islanda, Sud Africa, Tunisia, Norvegia, Patagonia, Croazia, Danimarca, Groenlandia).

Per la residenza alle Isole Svalbard l’artista approfondisce ulteriormente la ricerca avviata in Groenlandia nel 2022, riadattando ancora una volta ai propri fini l’antica tecnica cianografica ma a partire questa volta dall’impiego della videocamera e di immagini macro dei cristalli di ghiaccio in fusione. Attraverso varie strumentazioni tra cui droni e piccole zattere galleggianti l’artista affiderà inquadrature e tempistiche di ripresa al movimento stesso del ghiaccio durante tutto il “percorso” di fusione, dalla fase solida a quella liquida.

Non sarà tuttavia una semplice “documentazione”, ma un’autonoma trascrizione del fenomeno del disgelo, perfettamente in linea con la filosofia delle naturografie in cui l’artista, invertendo i ruoli, lascia che sia la natura a parlare di sé, a presentarsi quale essa è, mettendo in luce con l’assoluta spontaneità del reale, la sua più intima essenza.

L’intera residenza artistica di Roberto Ghezzi sarà ad impatto neutro grazie al contributo di Phoresta ETS che compenserà mediante la piantumazione di alberi tutte le emissioni di CO2.