Videocittà torna al Gazometro con un’edizione dedicata alla Transizione

Inaugura la sesta edizione del festival dedicato alla visione e ai linguaggi digitali che quest'anno si arricchisce di novità

La VI edizione di Videocittà inaugura oggi. Dal 13 al 16 luglio torna il festival romano ideato da Francesco Rutelli, con la direzione creativa di Francesco Dobrovich, che esplora le forme più avanzate dell’audiovisivo e dei linguaggi digitali nel contesto culturale nazionale e internazionale, nella più grande area di archeologia industriale d’Europa: il Gazometro di Roma. In un’ottica di continuità con la precedente edizione, il tema di quest’anno sarà ancora la Transizione, intesa come processo partecipato, condiviso e basato su scelte pragmatiche e concrete, rendendo il festival anche un veicolo di valori etici e civici. Quattro giorni di contaminazioni artistiche tra creazioni immersive, videoarte, talks, live musicali e AV performance che disegneranno l’intero complesso per portare il pubblico al centro di un’esperienza collettiva che travalica il mondo reale e sfocia in quello digitale.

A dare il via a questa edizione sarà la monumentale opera site-specific Mater Terrae firmata dallo studio artistico internazionale Sila Sveta (famoso per lo spettacolo della Fifa World Cup Qatar 2022) che investirà il cilindro metallico più grande del Gazometro con un visionario vortice di proiezioni video in stretto dialogo con le musiche originali di uno dei più innovativi protagonisti del panorama musicale italiano, il produttore e compositore Mace.

Un’ulteriore creazione site-specific valorizzerà la seconda struttura architettonica dell’area del Gazometro: l’Altoforno sarà infatti oggetto di un intervento curato da None Collective con una serie di contenuti video sul tema della Transizione, che faranno da quinta immateriale ai Live e i DJ set di alcuni fra i più interessanti esponenti della nuova scena audiovisiva nazionale e internazionale, dal duo francese di musica elettronica The Blaze, al pioniere della musica house e delle arti digitali Dixon, all’avant-pop dell’americana trapiantata a Berlino Lyra Pramuk, passando per gli italiani BawrutGinevra NerviBnkr44Ginevra ed Elasi. Sempre nell’Altoforno poi anche Futura, una mostra collettiva che riunisce gli artisti, nazionali ed internazionali, più rappresentativi del panorama dell’arte digitale e della motion graphic contemporanea: attraverso opere di tipografia cinetica ogni artista selezionato comporrà un messaggio che esprime il tema di questa edizione. Tra gli artisti coinvolti: l’inglese Tina Touli, la designer computazionale Vera van de Seyp, l’illustratore e animatore cinese Zipeng Zhu ma anche Federico Leggio, Studio Mistaker e Gianluca Italiano .

Sempre nell’area del Gazometro, l’Opificio 41 ospiterà invece un programma di Live Performance audio-video fra cui quella di Nivva – realizzata in collaborazione con il Centro Ceco – in cui  un avatar digitale mette lo spettatore di fronte all’onnipresenza degli algoritmi nelle nostre vite per riflettere sugli scenari futuri dell’AI; quella di Bromo – in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna – progetto di digital art che utilizza i codici cinematografici; e, infine, quella di Piove, producer e cantante dall’identità segreta che, fra estetica futuristica, 3D art, glitch e hyperpop, indaga gli orizzonti del Transumano.

Anche quest’anno, il festival riserva un grande spazio alla Videoarte con una rassegna dedicata di tre serate a cura di Damiana Leoni e Rä di Martino:
A Janis Rafa il festival dedicherà la prima giornata ripercorrendo i suoi lavori più significativi degli ultimi 10 anni tra l’opera Lacerate, presentata durante la scorsa Biennale d’Arte di Venezia. La serata si aprirà con l’intervento dell’artista in conversazione con Leonardo Bigazzi, curatore della Fondazione In Between Art Film e Schermo dell’arte. 
Nella seconda serata è in programma una rassegna di opere video provenienti dalla Collezione del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Una collezione che negli anni si è arricchita, contando oggi circa 600 opere, tramite il dialogo con artisti italiani e internazionali, accogliendo le sfide provenienti da quanto di più peculiare appartiene alla contemporaneità dell’arte: la sperimentazione dei linguaggi, la trasversalità di ambiti di ricerca. Fin dalla sua costituzione la collezione ha accolto, tra le molte pratiche e tipologie d’arte, installazioni e opere video a partire dagli anni Settanta, rappresentando un esempio unico in Italia di indagine internazionale : dalle installazioni immersive che affrontano i temi universali dell’esperienza umana e della conoscenza di sé di Bill Viola, tra i protagonisti del video internazionale degli ultimi decenni, ai “quadri in movimento” realizzati tramite la telecamera fissa di una delle artiste tra le più rappresentative della generazione italiana emersa nei primi anni Novanta quale è Grazia Toderi, ai cinema-documentari di Yuri Ancarani che indagano le trasformazioni socio-antropologiche e paesaggistiche di alcuni topoi della contemporaneità fino ad arrivare a Cao Fei che, tra realtà e fantasia, reale e virtuale, ci accompagna in una approfondita riflessione sulla velocità del cambiamento, sul rapporto tra tradizione e futuro. (in allegato la descrizione completa).

La terza giornata avrà come protagonisti Invernomuto, nome della personalità artistica generata nel 2003 da  Simone Bertuzzi (1983) e Simone Trabucchi (1982). Black Med, progetto iniziato in sviluppo dal  2018  ha prodotto output diversificati nell’ambito delle arti visive e del suono, per Videocittà sarà una performance live, musica e video, che esplora attraverso la cultura musicale la nozione di Mediterraneo nero, ricostruendo la mappa labirintica dei ritmi, delle sonorità e delle estetiche che attraversano il Mediterraneo.

Nell’intera programmazione del festival, un ruolo centrale è riservato ai momenti di approfondimento culturale attraverso una serie di Talk sulle grandi tematiche della comunicazione attuale. 

Tutte le info su: videocitta.com