Torna l’estate di Villa Massimo. Dopo lo stop della pandemia, riapre la Festa dell’Arte

L'Accademia tedesca presenta come una volta vincitrici e vincitori del Premio Roma Villa Massimo 22/23, con atelier aperti, mostre, performance, concerti e installazioni

«Sono particolarmente felice che, dopo gli anni della chiusura dovuta alla pandemia, possiamo riaprire Villa Massimo per la Festa dell’Arte: sarà la prima volta dal mio arrivo a Roma nel luglio 2019, che vedrò la Villa aperta in estate per la presentazione finale delle vincitrici e dei vincitori del Premio Roma. Un’occasione speciale per festeggiare, non solo per me!». Lo ha dichiarato Julia Draganović, Direttrice dell’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, annunciando il grande ritorno degli eventi dell’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo.
Il 15 giugno 2023, a parte dalle ore 18.00, avrà luogo la festa di apertura dell’estate che presenta vincitrici e i vincitori del Premio Roma Villa Massimo 2022/23, al termine del loro soggiorno di dieci mesi a Roma. Atelier aperti con mostre, performance, concerti, video, letture e installazioni nel parco. I lavori esposti per l’occasione, in parte anche site-specific, sono nati durante la loro permanenza romana. Inoltre sono rappresentati con una mostra nella galleria di Villa Massimo anche le borsiste e il borsista residenti nelle due case di Olevano Romano, Casa Baldi e Villa Serpentara.

vincitori Villa Massimo 22/23. Courtesy Villa Massimo, photo Alberto Novelli

SEZIONE ARCHITETTURA

Alfredo Thiermann ha sviluppato nel parco di Villa Massimo il progetto Panorama delle Api, riutilizzando la struttura in acciaio dal Turba Tol – Hol Hol Tol, il padiglione cileno presentato da lui alla 59a Biennale d’Arte di Venezia. La nuova struttura è una stanza circolare di cinque metri di diametro e altrettanti di altezza, il cui recinto circolare è dedicato alla coltivazione della piantaCobaea Scandens, introdotta dalle Americhe in Europa tra il XVII e il XVIII secolo. La storia di questa pianta ordinaria è una testimonianza di come la conoscenza del mondo naturale sia stata oggetto di trasferimenti, migrazioni e colonizzazioni. L’artista Johanna Unzueta e Michelle Gravel hanno collaborato alla tessitura del percorso di crescita delle piante con un filo di cotone cerato prodotto in Umbria.

Fabian A. Wagner ha costruito Black Pavilion, una struttura polifunzionale in legno, flessibile e riassemblabile, collocata nel parco di Villa Massimo. Funge da luogo di ritiro, di delimitazione dello spazio e crea un’area attraverso la quale il parco può essere vissuto in modo più intenso e consapevole e intende quindi favorire l’incontro e la cooperazione interdisciplinare. Può essere utilizzata per esporre oggetti e opere d’arte, che potranno essere collocati negli scomparti, la cui illuminazione avviene tramite le aperture circolari. All’interno del suo studio Wagner esponeAesthetics (2022/2023 con Julia Miksch), opera che ha per oggetto la gestione e il riuso del tessuto edilizio antico e medievale a Roma sollevando l’interrogativo di come gestire il riutilizzo e il riciclo dei componenti edilizi e delle materie prime nel nostro paesaggio urbano odierno. Il terzo lavoro, Bienenbeute [Arnia, 2023], tematizza l’importanza delle api per l’essere umano e la natura e le conseguenze dell’addomesticamento delle api e della distruzione dell’ambiente, responsabili della morte di massa delle colonie di api. 

SEZIONE ARTE VISIVA

Danica Dakić presenta la sua nuova produzione LA CASA, trilogia composta da due film (LA CASA I e LA CASA II) e da un leporello (LA CASA III). La Casa di Goethe a Weimar è il punto di partenza di LA CASA, che da Weimar si espande fino a Roma. Al centro della trilogia ci sono la biblioteca privata e una scenografia con un vulcano del teatro dei burattini che Goethe aveva costruito per suo figlio August. In un processo aperto di collaborazione con i bambini come protagonisti, con il fotografo Egbert Trogemann, l’artista ha sviluppato un racconto cinematografico a Weimar e a Roma sul ricordo e sull’oblio, sulla conoscenza, sull’ordine e sul potere.

Con l’opera Im Zwischen der Zustände [Tra una condizione e l’altra], Liza Dieckwisch si è confrontata in modo pittorico con il parco e il giardino di Villa Massimo durante il suo soggiorno. Originariamente previsto come parco in cui si poteva, ad esempio, combinare la pittura all’aria aperta con lo studio delle antichità, Dieckwisch trasferisce lo scopo originario in una forma contemporanea che corrisponde a una mutata realtà di vita.

Stefan Vogel allestisce, appositamente per la Festa dell’Arte, un’installazione composta da due scaffali e da un piccolo giardino e diversi nuovi lavori, fra cui 14 nuovi disegni, diversi lavori di pittura di formati vari, da molto grandi a molto piccoli, e proiezioni di video in formato molto piccolo al suo interno.

SEZIONE COMPOSIZIONE

Ondřej Adámek, in occasione della serata, propone al pubblico un’anteprima di 4 frammenti della sua futura opera INES, attraverso una performance con 16 voci dell’Evo ensemble e un pianoforte digitale. L’opera si basa sulla scala INES utilizzata per definire gli incidenti nelle centrali nucleari (International Nuclear and Radiological Event Scale) ed è la seconda opera che Adámek sviluppa insieme alla librettista e regista Katharina Schmitt. 

Marcus Schmickler fa ascoltare Rule of Inference (2009), un quartetto di percussioni ed elettronica, in cui si esibiranno dal vivo musicisti dell’ensemble romano Blow Up Percussion. La composizione è il secondo di una serie di brani di Schmickler per percussioni basati su scale microtonali. Si tratta anche di un lavoro tematico sulla musica del secolo scorso, che ha prodotto una serie di opere in cui il legame con l’astronomia è stabilito tramite alcuni oggetti astronomici. All’interno del suo studio sarà proiettato un video in loop di due sue composizioni di musica elettronica: Bonner Durchmusterung (2009) e Particle / Matter-Wave / Energy (2020).

SEZIONE LETTERATURA

Olga Martynova presenta le poesie Sette Settine, una riflessione su Roma, scritte in italiano dall’autrice durante il suo periodo a Villa Massimo, declamate per l’occasione da Lorenzo Profita. Con le poesie Sette Settine Olga Martynova ha ideato sette cartoline con le fotografie di Danica Dakić e Liza Dieckwisch. L’autrice legge, inoltre, in lingua tedesca, e Lorenzo Profita in lingua italiana, le sette poesie VISI, DA TUTTO CIO’ CHE ACCADE, un progetto nato dopo un incontro con l’artista Elisa Montessori. Martynova dopo la prima visita nello studio dell’artista scrisse sette poesie in tedesco e a queste, dopo aver letto la traduzione, Montessori ha reagito con sette disegni. Da queste sette poesie in dialogo con sette disegni ne è poi nato un libro d’artista con la traduzione di Maria Gazzetti, curato dalla litografia Bulla di Roma. Le opere di Elisa Montessori saranno esposte nello studio di Olga Martynova.

Arne Rautenberg legge in lingua tedesca sei testi parlati, in cui il parlato e il suono sono in primo piano e non la semantica, quindi non è il significato ad essere così importante e l’esibizione sarà senza traduzione. una lettera a enzo cucchi. dodici poesie possibili è il libro d’artista, presentato nel suo atelier, che contiene 12 poesie di Arne Rautenberg e disegni di Enzo Cucchi, curato dalla Litografia Bulla con le traduzioni di Gabriella Pelloni. All’interno dello studio vi sarà anche una proiezione della sua poesia visiva e tre lastre di travertino dal titolo Picasso.

L’attuale borsista di breve periodo Moshe Kahn, traduttore, sta lavorando con il poeta Vittorio Tamaro alla revisione critica e all’ampliamento della sua prima traduzione delle Poesie raccolte di Paul Celan. La nuova edizione è prevista per l’estate del 2024 (edizione L’orma editore). Insieme i due daranno un piccolo assaggio delle poesie di Paul Celan con una lettura in lingua italiana e tedesca.

OLEVANO ROMANO

Surya Gied, artista visiva e borsista di Casa Baldi, mette in mostra un nuovo grande dipinto, che fa riferimento alle pale d’altare e ai dipinti italiani di Madonne e combina il motivo con frammenti della pittura della dinastia coreana. Una figura mascherata è presente nelle opere dell’artista in varie forme e mezzi d’espressione e qui fa parte del film 100 Jahre [100 anni] proiettato sul dipinto. La sua figura mascherata sarà anche rielaborata all’interno di fotografie con i motivi dei vecchi dipinti del paesaggio di Olevano nella serie 200 Jahre [200 anni]. 

Il lavoro GARDEN IN MY POCKET presentato da Christoph Richter, architetto e borsista di Casa Baldi, è composto da una ricerca sul territorio attraverso una raccolta di oggetti trovati, foto, schizzi fugaci e modelli del paesaggio di Olevano Romano. In collaborazione con l’artista mediatica Eva Müller sono anche nate due registrazioni sonore dell’uliveto che circonda Casa Baldi. 

Moshtari Hilal, artista visiva e borsista di Villa Serpentara (Akademie der Künste Berlin),mostra l’opera Scultura e perfezione, schizzi, fotografie in sovrimpressione e un busto commissionato e rielaborato a Roma. Sono immagini di sé in un confronto critico con la storia degli ideali di bellezza eurocentrici, con la simmetria, la peluria e la chirurgia plastica.