La Galleria Tornabuoni arriva a Roma con una retrospettiva dedicata a Lucio Fontana  

La storica galleria fiorentina apre una nuova sede nel centro di Roma e presenta le opere di Lucio Fontana in una mostra dedicata alla memoria di Enrico Crispolti

A pochi passi da Palazzo Nuñez-Torlonia, tra Piazza di Spagna e Via Condotti, strade simbolo della moda romana, più precisamente in Via Bocca di Leone, 88, ha inaugurato il 20 aprile la Galleria Tornabuoni, storica galleria fiorentina, fondata nel 1981 dall’appassionato d’arte Roberto Casamonti. Quest’ultimo, seguendo le orme e gli interessi del padre, collezionista d’arte italiana del Novecento, ha dato vita ha una serie di gallerie che si occupano di arte moderna e contemporanea italiana e internazionale, in cui quella di Roma è l’ultima arrivata dopo Milano, Forte dei Marmi, Parigi, Crans Montana.

Concetto Spaziale, 1956, olio, tecnica mista e lustrini su tela 80×70 cm

Nel 2018 Casamonti ha inaugurato la Collezione Roberto Casamonti, con sede in Palazzo Bartolini Salimbeni a Firenze, che racchiude una prestigiosa selezione di opere che non sono più in vendita, ma sono destinate unicamente alla condivisione con il pubblico. Come da tradizione, lo spazio romano diretto da Andrea Bizzarro, ha aperto le sue porte al pubblico con una retrospettiva dedicata a Lucio Fontana, tra gli artisti più significativi della storia della galleria, di cui possiede opere storiche. Come ricorda Roberto Casamonti: «Molti anni fa mi capitò di leggere sul retro di un’opera di Fontana Oggi è una bella giornata da viversi, questo pensiero negli anni è divenuto parte di me e ancora oggi, ogni qualvolta mi accingo ad intraprendere un nuovo inizio, questa affermazione mi ritorna in mente. In particolare mi riecheggia nei pensieri in questo giorno che celebra l’apertura della nuova sede romana della galleria, con una mostra dedicata proprio a Lucio Fontana». Il fondatore dello Spazialismo infatti era solito annotare nella parte posteriore delle sue tele dei pensieri, delle dichiarazioni emotive e descrizioni dei suoi stati quotidiani, consentendo di far transitare l’universalità del suo linguaggio con la specificità del suo esistere. 

Più di trenta le opere esposte, alcune in vendita altre solo d’esposizione in quanto parte della collezione personale del gallerista, coprono la produzione dell’artista quasi nella sua interezza. In questo modo danno vita a un viaggio che attraversa i differenti momenti, aspetti e sfaccettature del linguaggio e della produzione artistica di Fontana. Si parte dai lavori degli anni 30 e 40, tra cui la Via Crucis del 1947, la prima delle tre realizzate, costituita da 14 formelle di terracotta invetriata eseguite nella manifattura di Albissola; si passa per le composizioni barocche degli anni Cinquanta che vedono l’inserimento di nuovi elementi come pietre, sabbia e lustrini tra cui il Concetto Spaziale, Linferno del 1956; fino ad arrivare agli emblematici tagli degli anni Sessanta.

Gesù aiutato dal Cireneo a portare la Croce, V stazione, 1947, terracotta smaltata, dipinta, lustrata e terzo fuoco, nero, giallo, amaranto e oro, 14,5x31x22,5 cm

Chiude la mostra l’opera Concetto Spaziale, La Fine di Dio del 1963, espressione massima della poetica dell’artista e apice della sua ricerca plastica in senso spaziale, definita dallo stesso Fontana come l’infinito, la cosa inconcepibile, la fine della figurazione, il principio del nulla.
La mostra, dedicata da Roberto Casamonti alla memoria di Enrico Crispolti, si avvale del contributo critico di Luca Massimo Barbero ed è accompagnata da un catalogo edito da Forma Edizioni con testi di Enrico Crispolti, Luca Massimo Barbero, Gillo Dorfles e un documento manoscritto di Piero Dorazio. 

Articoli correlati