Autodisporsi, caso e volontà. Le leggi del cosmo in mostra da Studio la città

Emil Lukas e Giorgio Vigna presentano dei progetti inediti nella galleria veronese, indagando le forze della fisica e della natura

Autodisporsi. Caso e volontà, installation view, 2023, courtesy Studio la Città – Verona.
Photo Michele Alberto Sereni 

Studio la Città ha inaugurato la mostra Autodisporsi, caso e volontà, a cura di Marco Meneguzzo e accompagnata da un testo critico, é aperta fino al 1º giugno. I protagonisti sono Emil Lukas e Giorgio Vigna che presentano tra i lavori alcuni inediti.
Artisti in apparenza molto lontani, soprattutto nell’utilizzo di tecniche differenti come gesso, materiali organici, inchiostro, tela e carta per Lukas; vetro di Murano, rame, bronzo, per Vigna, eppure in realtà sono accomunati da un processo creativo comune. «Sia Emil Lukas che Giorgio Vigna – spiega il curatore Meneguzzo – per una parte del loro lavoro, utilizzano un processo di caso calcolato, in un certo senso per chiamare a collaborare all’opera le forze della fisica e della natura: per esempio, pensare alla forza di gravità come elemento costituente dell’opera – da cui il titolo “autodisporsi”, cioè come si dispongono da soli gli elementi in gioco grazie all’intervento della gravità – o rendere plasticamente le forze che tengono insieme le molecole mentre lottano contro forze opposte che tentano di disgregarle, quando si usa un diluente o un aggregante che raccoglie o dissipa il colore che galleggia sulla superficie, e viene raccolto dalla carta, o ancora affidare al caso (meglio, all’impossibilità di conoscere ciò che le muove in questa o quella direzione) del cammino di certe larve che passando su una goccia di inchiostro tracciano linee spezzate o curve su una superficie bianca, fare tutto ciò significa da un lato ritirarsi di fronte a qualcosa che costruisce l’opera o parte di essa meglio di te, ma dall’altro configura un diverso e più alto rapporto con le forze basilari del contesto fisico, chimico e biologico entro il quale viviamo e operiamo». 

Autodisporsi. Caso e volontà, installation view, 2023, courtesy Studio la Città – Verona.
Photo Michele Alberto Sereni 

La selezione dei pezzi in mostra, comprende sia lavori nuovissimi, realizzati nell’arco degli ultimi mesi ed esposti qui per la prima volta, che opere tratte da serie precedenti, nell’intento di evidenziare come l’armonia di caso e volontà sia da sempre il tratto distintivo di questi due artisti. Partendo da un’analisi storica delle correnti artistiche che, fin dalle neoavanguardie del dopoguerra, utilizzavano il caso, la randomizzazione, la programmazione casuale guidata come azioni provocatorie dettate da un periodo in cui l’arte contemporanea stava ancora lottando per la propria affermazione si arriva ad analizzare il valore di questa prassi nell’arte di oggi.

Autodisporsi. Caso e volontà, installation view, 2023, courtesy Studio la Città – Verona.
Photo Michele Alberto Sereni 

Nelle opere di Lukas e Vigna, rinunciare in parte al controllo dimostra da un lato la consapevolezza di far parte di qualcosa di più grande, di un universo e una natura imprevedibili ma, al contempo, come questa imprevedibilità possa far sfociare una bellezza data da infinite combinazioni. «Le nuove opere realizzate per la mostra – afferma Lukas – nascono sia dalla fisicità, che dalla tensione fisica applicata alla superficie e dalle proprietà fisiche della vernice che utilizzo. Voglio che la combinazione di questi elementi riveli gravità, orbita e posizione. Poiché una pozzanghera liquida si livellerà nel tempo, l’idea dell’orizzonte è importante in questi lavori. Allo stesso modo, vedere o cercare di cercare di comprendere la funzione della linea dell’orizzonte è uno dei modi principali in cui esperiamo la terra ogni giorno. Il mio augurio è che queste nuove opere ci aiutino a considerare il nostro posto nel mondo». L’artista nasce a Pittsburgh, in Pennsylvania, nel 1964, ha esposto in tutti gli Stati Uniti e all’estero. Tra le sue principali mostre personali in spazi museali ricordiamo “Emil Lukas: Connection to the Curious” al The Aldrich Contemporary Art Museum in Ridgefield nel 2005; nello stesso anno “Emil Lukas” al The Weatherspoon Museum, Greensboro e “Things with Wings,” The Mattress Factory, Pittsburgh. Nel 2016 si è tenuta una mostra esclusivamente dedicata al suo lavoro alla Pennsylvania Academy of Fine Arts, Philadelphia. “Emil Lukas: Entre dos líneas tenues” è stata recentemente esposta presso il Museo de Arte Contemporáneo Atchugarry in Uruguay, mentre un’altra personale, “Emil Lukas: Four Modes”, è stata inaugurata a le Lafayette College Art Galleries di Easton.

Autodisporsi. Caso e volontà, installation view, 2023, courtesy Studio la Città – Verona.
Photo Michele Alberto Sereni 

Per Giorgio Vigna i sui lavori «sono una naturale evoluzione della mia ricerca. Dalle Cosmografie emergono metamorfiche creature tridimensionali, forme vive e mobili che si moltiplicano esplorando l’altrove come innumerevoli occhi protési sull’infinito. È la nuova serie titolata Morfemi creata con vetro di Murano attraverso la tecnica a lume. Le sfere ottenute sono disposte su steli di rame o emergono da sassi di bronzo ramato. Come sempre nel mio lavoro caso e volontà s’incontrano e si fondono trasformandosi l’uno nell’altra e viceversa, in un continuo generoso scambio, dove micro e macro, leggero e pesante, trasparenza e mistero invitano il visitatore a percorsi insoliti, proposti attraverso l’autenticità di una relazione profonda dell’essere umano come parte della natura immersa nel cosmo». Veronese del 1955, si forma artisticamente tra la città natale, Venezia, Roma e Milano. Nel 2003 crea l’installazione site specific La Radura per Nancy Olnick e Giorgio Spanu che ha dato inizio all’Olnick Spanu Art Program. Nel 2013 il Museo di Castelvecchio a Verona ha ospitato la mostra personale Stati Naturali, per la quale Giorgio Vigna ha creato, per la fontana di Carlo Scarpa, l’installazione permanente in vetro Acquaria donata alla città di Verona nel 2021. Nel 2017 per le Gallerie dell’Accademia a Venezia ha creato l’opera Fuochi di Rugiada, realizzata dalla Vetreria Venini. Dal 2018 è stato chiamato a far parte del Comitato Scientifico de Le Stanze del Vetro, un progetto della Fondazione Giorgio Cini con il supporto di Pentagram Stiftung. Nel 2022 ha donato alla Fondazione Giorgio Cini onlus il suo archivio trentennale di disegni e bozzetti legati alla sua esperienza con la materia del vetro.Nel 2021, in occasione del centenario della nascita di Licisco Magagnato, il Museo di Castelvecchio ha ospitato la mostra “Lapilli” nella Galleria delle Sculture.