Naturale e industriale, primordiale e presente, in una mostra: Simon Starling. Metamorfuoco. Sotto la luce di Tintoretto

Tra fuoco e luce, le opere di Starling dialogano con il patrimonio artistico del museo dedicato al ciclo pittorico del Tintoretto

La mostra Simon Starling. Metamorfuoco. Sotto la luce di Tintoretto è visitabile sino al 31 gennaio presso la sede modenese delle Gallerie Estensi. Si tratta della mostra dell’inglese Simon Starling, celebre artista contemporaneo noto per aver vinto il prestigioso Turner Prize nel 2015, che pone in dialogo le proprie opere con il patrimonio artistico del museo dedicato al ciclo pittorico del Tintoretto e in particolare con l’opera La caduta di Fetonte. Il titolo Metamorfuoco è una crasi di parole scelte dall’artista con il fine di evocare da una parte il potere trasformativo del fuoco e dall’altro, in collegamento con il sottotitolo Sotto la luce di Tintoretto, un primo contatto con un’opera capace di attraversare cinquecento anni e risultare ancora accattivante per il pubblico, coinvolto in una mostra che evidenzia le urgenze della contemporaneità, quali il problema della siccità e dei danni del cambiamento climatico, erigendosi a ponte tra il primordiale e il presente.

Simon Starling. Metamorfuoco. Sotto la luce di Tintoretto, Gallerie Estensi

Un esempio immediato di confronto tra epoche è dato dal rapporto tra il capolavoro di Tintoretto e due opere di Starling. A La caduta di Fetonte (1541 – 1542) di Tintoretto rappresentante Fetonte, figlio del dio del sole in caduta dopo essere stato colpito da Zeus durante il suo imprudente e incendiario tentativo di guidare il carro solare del padre attraverso il cielo, rispondono le opere E Fetonte continua a cadere (pavimento in gres) ed E Fetonte continua a cadere (uomo di paglia) realizzate entrambe nel 2022 da Starling. Nel primo caso si tratta di 250 piastrelle raffiguranti alberi, fuoco e fumo nate da frammenti ingigantiti di incisioni del XVIII e XIX secolo trovate nella Biblioteca Estense e realizzate in collaborazione con il gruppo Marazzi di Sassuolo. Nel secondo caso seduto sul pavimento piastrellato e posto al di sotto del dipinto appeso del Tintoretto si trova “l’uomo di paglia” figura scheletrica realizzata in giunchi essiccati che indossa una maschera in stile Noh, realizzata in precedenza grazie alla collaborazione con l’artista Yasuo Miichi. L’uomo animato recita un testo sulla storia dell’evoluzione del rapporto dell’umanità con il fuoco.

La mostra è parte del progetto artist in residence varato nel 2021 dal museo con il fine di ospitare ogni anno un artista diverso che possa porsi in dialettica con il patrimonio artistico delle Gallerie Estensi e realizzare una mostra che sia il frutto del dialogo tra contemporaneità ed arte antica. In tale prospettiva Gianfranco Maraniello, Direttore dell’Area Musei d’Arte Moderna e Contemporanea di Milano, ha curato la mostra e l’articolazione del programma “artist in residence”.