Governo Meloni. Continuano le ipotesi sul nuovo Ministro della Cultura

Continua il toto-ministri per il governo Meloni. Per la cultura spuntano i nomi di Giampaolo Rossi e di Giordano Bruno Guerri

Le elezioni sono passate ormai da un pezzo, ma per quanto riguarda le cariche ministeriali brancoliamo ancora nel buio.
Appena concluso lo spoglio delle urne, avevamo provato a fare un’ipotesi sui possibili candidati al Ministero della Cultura, ma per il momento ancora nessuna ufficialità.
Dopo l’elezione dei presidenti della Camera, Lorenzo Fontana, e del Senato, Ignazio La Russa, l’iter istituzionale prevede un calendario di tappe che segue questi passaggi: il 19 ottobre, Camera e Senato eleggeranno i quattro vicepresidenti, i tre questori e gli otto segretari, il 20 ottobre, poi, il Quirinale aprirà le consultazioni con i senatori a vita e i presidenti delle camere; il 21 ottobre arriverà la convocazione dei partiti, che nel frattempo avranno costituito i gruppi; già quella sera potrebbe arrivare l’incarico “con riserva” a Meloni; dal 22 al 24 ottobre ci sarà il tempo necessario per sciogliere la riserva, concordare la lista dei ministri con Mattarella e varare il nuovo esecutivo. La deadline quindi è il 25 ottobre: per quel giorno, ma forse anche prima, potrebbe arrivare il giuramento al Quirinale e il primo consiglio dei ministri del nuovo governo.

Giordano Bruno Guerri

Ad ogni modo, in questi giorni circola insistentemente il nome di Giordano Bruno Guerri, per il Ministero della Cultura: storico, scrittore, manager editoriale e attuale presidente della Fondazione Il Vittoriale degli italiani. 
Classe 1950, toscano dell’hinterland senese, è stato direttore editoriale di Mondadori e di Storia Illustrata, per un anno, tra il 2004 e il 2005, guida l’Indipendente, oltre dieci anni dopo Vittorio Feltri.
Studioso del XX secolo italiano e del Ventennio fascista, è stato assessore alla Cultura in Calabria nel 1997, nel Cosentino, dimettendosi circa un mese dopo. Considerato uno dei massimi esperti dell’opera e della vita di Gabriele D’Annunzio, dal 2008 è presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera, la casa museo del grande poeta, e sovrintende tuttora al grande lavoro di conservazione, rinnovamento e comunicazione del complesso dannunziano. 
Famoso per le sue provocazioni, prima di ritrovarsi nel toto-ministri, Guerri consigliava alla nuova classe dirigente della destra un paio di libri: 21 lezioni per il XXI secolo di Harari e Limonov di Carrére. «Ammesso che sul comodino non abbiano soltanto quelli che hanno scritto loro».

Tra gli altri nomi che potrebbero ambire al Ministero c’è, come abbiamo detto, quello di Vittorio Sgarbi, che però ha precisato che preferirebbe ambire ad un ipotetico ministero del «Patrimonio». Possibili anche i nomi di Federico Mollicone, Responsabile Cultura di Fratelli d’Italia, di Lucia Borgonzoni, già sottosegretaria al ministero della Cultura nel Governo Draghi e nel Conte I, e di Giampaolo Rossi, già militante della destra sociale ed alla guida di RaiNet dal 2004 al 2012.
Tuttavia, fino a consultazioni concluse, la lista ufficiale dei ministri del nuovo governo non sarà ancora presentata. Non ci resta che attendere.

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