ArtVerona days. Tutte le novità della fiera

Con la direzione artistica di Stefano Raimondi, la 17esima edizione della fiera rafforza il dialogo con gli ospiti internazionali

Con #ITALIANSYSTEMArtVerona presenta la 17esima edizione, alla direzione di Stefano Raimondi coadiuvato da professionisti del settore ai quali si aggiunge Domenico Quaranta, conosciuto per la sua indagine sulla new media art in qualità di nuovo curatore della sezione Evolution.
140 gallerie, 9 sezioni, 11 riconoscimenti, 8000 professionisti e collezionisti invitati, dei quali oltre 600 ospitati nei giorni di manifestazione, sono alcuni dei numeri che descrivono la fiera scaligera. Tra le novità Habitat, progetto culturale dedicato alla presentazione di importanti ambienti di grandi artisti storici italiani come Ugo La Pietra, Marina Apollonio, Nanda Vigo, Luciano Fabro e Curated by, dove sono in prima linea le proposte di gallerie che hanno collaborato con un curatore per la realizzazione dello stand. La visione internazionale è sottolineata dell’inedito progetto Visiting Curator, a cura di Maria Chiara Valacchi, in cui direttori e curatori d’istituzioni museali da tutto il mondo sono invitati a scoprire gli artisti delle gallerie e a partecipare come membri nelle commissioni delle giurie dei premi.

Quest’anno sono presenti Chrissie Iles, curatrice di Anna e Joel Ehrenkranz al Whitney Museum of American Art a New York, Nadim Samman, curatore al KW Institute for Contemporary Art a Berlino, Michal Novotný, direttore della Collezione di Arte Moderna e Contemporanea alla National Gallery a Praga e Christian Malycha,direttore della Friedrichs Foundation, Bonn/Weidingen. Un nuovo arrivo è anche CAMERA – Collezioni video, a cura di Jessica Bianchera e Marta Ferretti, una campionatura asistematica di opere provenienti da collezioni video italiane e internazionali. Interessante, la sezione Pages, curata da Ginevra Bria, qui riviste di settore raccontano la loro storia proponendo un dialogo tra sei case editrici europee e sei artisti italiani. Backbonebooks di Berlino collabora con il duo italiano Aula (Laura Fusaro, 1996, Edoardo Ferrari, 1995), Blood Becomes Water di Sofia con Jacopo Benassi (La Spezia, 1970), It’s Freezing in LA di Londra con Shana Pagano, Onomatopee di Eindhoven con Ginevra Petrozzi (Roma, 1997), Sorry Press di Monaco con Elisa Giardino Papa (Medicina, BO, 1979), Sub-Zerò di Parigi con Simone Trabucchi (Piacenza, 1982).

«ArtVerona – ci dice Raimondi – si differenzia dalla grandi fiere nel rapporto più diretto e intimo con il pubblico, in verità si basa su pochi e chiari elementi distintivi: un’identità ben definita, un’esperienza di visita sorprendente, l’attenzione all’accoglienza e al coinvolgimento dei collezionisti e del territorio, il rispetto e il dialogo con le gallerie e tutti gli operatori culturali grazie ad una ricerca attenta sia a livello nazionale che internazionale. Una scelta che si rispecchia nella presenza di molti artisti giovani che difficilmente troverebbero spazio in altre realtà. Non a caso molte gallerie iniziano il loro primo approccio nel mondo fieristico proprio da ArtVerona».
Anche la città è coinvolta grazie ad Art & The City, all’interno di questo programma, Performance & The City, a cura di Claudia Santeroni e Maria Marzia Minelli, si concentra sul lavoro di Annamaria Ajmone e Claudia PagèsRabal, mentre Sculpture& The City, a cura di Elena Forin, propone un focus sui linguaggi scultorei e installativi. Collection & the City rappresenta un dialogo con le più prestigiose collezioni private scaligere, non solo la valorizzazione di tre raccolte, ma anche di tre diversi modelli di collezionismo privato: Palazzo Maffei Casa Museo con lo stupefacente percorso tra antico e contemporaneo creato da Luigi Carlon nel cuore di Verona, le opere di artisti giovani e affermati del panorama italiano e internazionale di AGIVERONA esposte al polo universitario di Santa Marta e il modello di mecenatismo promosso dalla Collezione De Iorio, ospitata nel Centro Diagnostico Tecnomed di ZAI. 

Mag | Magazzeno Arte Contemporanea. Alla fine della fiera
Solo show di Giulio Alvigini @makeitalianartgreatagain

Prosegue anche l’esperienza di Red Carpet un contributo per rendere la manifestazione un’esperienza coinvolgente per il pubblico, in questa edizione Stefano Arienti ha realizzato Corso Europa (da G.B. Piranesi), un tappeto interamente scomponibile di circa 500 mq, in ECONYL®, un filo di nylon ottenuto al 100% dal riciclo di rifiuti plastici.