Inaugura all’interno del Parco Radicepura Compito#1, la nuova opera di Adrian Paci

Nata dall'incontro con la Comunità di Sant’Egidio, l'installazione musiva di Paci riporta gli enigmatici segni grafici dei pazienti

All’interno del grande Parco Botanico Radicepura ha sede la Fondazione Radicepura, che dal 2017 promuove la cultura del paesaggio mediterraneo come motore di sviluppo sociale ed economico, attraverso la realizzazione di eventi, workshop, incontri.
In questo contesto venerdì 21 ottobre, inaugura Compito #1, nuova opera di Adrian Paci, il quale lavora a stretto contatto con la Fondazione fin dal 2019 scegliendo il Parco a sua residenza d’artista.
Un mosaico a pavimento di 140 metri quadri, il cui tema è frutto del lavoro di ricerca e collaborazione dell’artista con la Comunità di Sant’Egidio nel 2017, un incontro che ha riportato, nel contesto artistico dell’installazione, una nuova forma di scrittura priva di legami con un alfabeto codificato.

Radicepura Garden Festival 2021

«Quando sono stato invitato a visitare le classi di disegno della Comunità di Sant’Egidio a Roma – racconta Paci – non avevo idea di cosa aspettarmi. Sapevo della loro attenzione verso situazioni di marginalità e conflitto, ma non avevo avuto contatti diretti. Tra i loro ospiti ho conosciuto Maurizio. Non mi parlava, ma scriveva incessantemente nella sua agenda. Le pagine erano piene di segni, niente lettere, solo segni. Non erano solo scarabocchi: una sorta di ritmo e un senso di ordine si univano all’enigma di questi misteriosi segni impossibili da decifrare. Ero così affascinato da loro da non volerne perdere traccia, ma anzi provare a replicarli in un’opera dando loro un nuovo senso».

Ed è dai taccuini di Maurizio che nasce la serie Compito. Il mosaico in piastrelle di marmo e pietra lavica, monocromo di due colori su scale di grigi e bianchi con cenni di rosso, è collocato all’interno di una delle nuove terrazze del Parco, interamente dedicata a una selezione di agrumi provenienti dai vivai Piante Faro. Un diario di immagini e segni che rivelano, all’occhio dell’artista, il loro significato nascosto, senza necessità di decifrare e tradurre. I segni grafici sono stati replicati e riportati in uno spazio accogliente che diventa luogo relazionale in cui trovare, attraverso l’osservazione dell’altro, se stessi.
All’artista non interessava interpretare la scrittura misteriosa e quasi sciamanica di Maurizio, ma anzi la riporta con affettuosa curiosità e fedeltà, accogliendone l’urgenza espressiva.

Dichiara Mario Faro, fondatore del Parco Radicepura e ideatore del Radicepura Garden Festival: «Sin dalla prima edizione del festival ci è interessato esplorare il tema dei giardini attraverso l’utilizzo di vari linguaggi, creando contaminazioni utili ad alimentare un dibattito costante su temi che sono all’origine del nostro lavoro quotidiano: terra, mediterraneo, biodiversità, cultura del paesaggio, rispetto. Adrian Paci ci ha offerto il suo sguardo, appassionato, aperto e travolgente, restituendoci un’opera che ci riporta a una scrittura quasi primitiva, in un tempo in cui l’uomo era capace di vivere in armonia con la natura guardandola con quel senso di mistero e devozione che oggi ci manca. Non è casuale la collocazione nella terrazza degli agrumi, emblema di questa terra fertile e frutto prezioso fin dai tempi della Magna Grecia, che qui celebriamo dando dimora a un’opera straordinaria come Compito#1».

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