Camera Tripla. Tre artisti a confronto sui linguaggi pittorici contemporanei

Le opere di Marco Emmanuele, Luca Grechi e Mattia Sugamiele si confrontano sulle differenti accezioni del medium pittorico nella loro pratica

“La pittura contemporanea non ha più la funzione che svolgeva nel XX secolo, ossia quella di dire cose sul mondo. Tutte le avanguardie autoriflessive e autodistruttive si sono risolte in una pittura ossessionata dalla propria identità oggettuale, dalla propria materialità e dalle proprie strutture, al punto che essa non è più in grado di rappresentare il mondo”, dichiarava Boris Groys, alla fine degli anni Novanta, decretando la morte della pittura moderna.
A partire da queste riflessioni critiche, prende avvio il percorso espositivo che inaugura il 24 settembre negli spazi di LABS Contemporary Art, a Bologna, dal titolo Camera Tripla. Curata da Leonardo Regano, la mostra controbatte la tesi di Groys che vedeva la pittura come un mezzo finito, per riflettere invece sulle potenzialità espressive della pittura oggi e delle sue eventuali declinazioni nella pratica artistica delle nuove generazioni, attraverso le opere di Marco Emmanuele, Luca GrechiMattia Sugamiele.

Camera Tripla è un progetto volutamente non chiuso ma lasciato libero, pensato come un ipotetico e continuo work in progress dove un piccolo tassello in aggiunta apporterebbe nuove possibilità di lettura – scrive Regano – i tre artisti in mostra sono stati scelti proprio per le differenze e le peculiarità delle loro ricerche che, pur nella difformità di linguaggi, creano una sorta di rispondenza e omogeneità nella loro visione di insieme”.

Luca Grechi (Grosseto, 1985) presenta una pittura basata su un dialogo interno alla sua stessa essenza. Le sue tele rivelano una visione complessa e ritmata della composizione, in cui le cromie si riversano in un lento e sincopato degradarsi fino a confondersi. L’alternanza tra pennellata e colatura stabilisce una profondità specifica dell’opera che assorbe la visione, la cattura e la proietta in un tempo autonomo e circolare, senza inizio né fine. Il blu delle cromie rivela il confronto con la fluidità di elementi come l’acqua o il cielo, e in questa continua mutevolezza, Grechi fonda un mondo con le sue proprie regole, dichiarandole apertamente anche nei titoli delle sue opere, come Prima dell’interno o Cielo in fiore, la parola diventa chiave d’accesso verso l’ingresso di questi mondi.

Luca Grechi, Prima dell’interno, 2022. Courtesy the artist

Marco Emmanuele (Catania, 1986) si confronta con materiali di origine industriale come l’acciaio, la ceramica e il vetro, trasmutando la loro natura nel linguaggio artistico e indagandoli nelle loro potenzialità espressive. I lavori in mostra sono gli esiti più recenti dalla serie ISO, con cui egli ha sperimentato la pittoricità di pigmenti ottenuti mescolando colla e polveri di vetro. L’artista accosta cromie pastello costruendo le immagini per campiture piatte e materiche, con un risultato che mostra decise assonanze visive con la tecnica dell’affresco e del mosaico. Proprio come in quest’ultimo, l’elemento centrale nell’opera di Emmanuele è la luce che ha un ruolo attivo, attraversando la pasta vitrea e conferendo una particolare brillantezza alla composizione finale.

Marco Emmanuele, ISO #69, 2022. Photo Maria Cucci

Mattia Sugamiele (Erice, 1984) costruisce dei mondi alternativi a quello reale in cui l’immaginazione si concretizza sotto forma di pixel. Il suo gesto, di fondo sempre riferito al pittorico, porta al superamento della superficie bidimensionale del quadro mescolando video, immagini fotografiche, scultura e interventi installativi. Dalle sue tele emergono continui riferimenti al mondo virtuale che si fonde con il reale in un’unica visione, un universo magico in cui colori, forme e segni sembrano delineare il fondamento biologico di una nuova possibile esistenza ibrida. Accanto alle tele, l’opera video riprende il riferimento tutto interno alla pittura, base del suo lavoro: nella serie dei Gates l’artista campiona immagini di pittura letta dalla macchina, che spontaneamente applica su essa effetti grafici caleidoscopici. Se la pittura guarda al digitale, quest’ultimo torna a esprimersi a sua volta in esiti prettamente pittorici in un loop di rimandi potenzialmente infinito.

Mattia Sugamiele, Tifone, 2022

Camera Tripla.
Marco Emmanuele, Luca Grechi, Mattia Sugamiele
a cura di Leonardo Regano
24 settembre – 5 novembre 2022
Labs Contemporary Art – via Santo Stefano 38, Bologna

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