“Second Best Scenario” da Francesca Minini. Un mondo prossimo al collasso o un rifugio per il futuro

Le quattro artiste raccontano un mondo in cui realtà, finzione e futuro si fondono per dare vita a una storia dalle trame infinite

Alieni, meteoriti, corpi mutati. Donna Haraway si sarebbe trovata bene da queste parti, in questo frigorifero sacro e bianco ghiacciato. Nell’autunno fuori dalla galleria è scesa anche la temperatura. Le opere di sicuro non sono più calde dello spazio espositivo. Ma perché? Perché queste donne intellettuali hanno parlato di un “secondo scenario”? E qual è, allora, il “primo scenario”; forse una catastrofe nucleare? Come quella sfiorata una o due settimane fa, dal conflitto Russia – Ucraina?
Un’alternativa esoterica come quella di Volodine in “Radiant Terminus”. In questo mondo le artiste hanno percepito un rifugio e lo hanno esplorato talmente tanto a fondo da poterci mostrare le bugie di esso. Ecco il perché di questa visione gelida. Oggi è post-umano dove i premi artistici destinati ad esseri umani vengono vinti da macchine (I.A. Midjourney). Ma oggi qui, da Francesca Minini: le menti, i corpi, esistono e resistono, dove il puro Desiderio umano non potrà mai essere rimpiazzato. 

Second best scenario, exhibition view with
Ivana Bašić, Benni Bosetto, Ambra Castagnetti and Fin Simonetti, at Francesca Minini, 2022
Courtesy the artist and Francesca Minini. Photo Andrea Rossetti

Le opere di Ambra Castagnetti (Genova, 1993) hanno queste serpi in seno, immagine allegorica che collega il corpo animale al corpo del dio umano. Sono corpi divini, bestiali. Come torso(li) di Medusa, dove gli arti mancano e i capelli rettili cadono attorcigliandosi. Ma oggi le opere sono inedite.
Queste ultime calcano il corpo modellato. Una musa in mezzobusto sospeso a muro, porta delle armi sul petto ed una luce blu intrappolata dalla plastica accostata crea anomalia con il bronzo lucidato. La seconda ninfa calcata ha le carni strette dalle cinghie di una lingerie da bondage, nella parte inferiore del corpo bronzeo; mentre, nella parte superiore, c’è un richiamo di materia marmorea formato da cera e pigmento che sostiene il busto e i seni, l’assenza della testa è una colata di propoli.

Ivana Bašić, Breath seeps through her tightly closed mouth | Position II: Swelling #1, 2019. Edition unique

Le finestre di Fin Simonetti (Vancouver, 1985) aprono su teste dal barbiere, stranamente in ascolto, dove evidenziate le loro orecchie pregano di nascosto oppure si confessano in disparte. Residui post apocalittici di città distrutte: rovine di cattedrali miste con i resti delle botteghe artigianali dell’urbe. Da notare le precedenti opere che trattano con finezza la poetica dell’ossimoro: protezione e vulnerabilità; zampe di bestie in marmo delicatamente in bilico su ferro.

Fin Simonetti, Chapel 8, 2022. Edition unique

Ivana Bašić (Belgrado, 1986) compone un crescendo dall’informe all’alieno. Combina elementi di H.R. Giger ed Eva Hesse. Lei proviene dal Canada, il freddo giunge fin qui, nelle ossa. Riesco ad immaginare il suo studio con i piccoli di Alien nelle provette di formaldeide. Estremamente tattile è la carezza delle curve plastiche. Benni Bosetto (Lecco, 1987) riflette Jodorowsky con tavoli da incantamento, magie e amuleti portano in questo secondo scenario la possibilità che esista il soprannaturale… Legno e piccoli specchi tondi incorniciano dei preziosi disegni in grafite, soggetti onirici da incubo.

Ivana Bašić, I too had thousands of blinking cilia, while my belly, new and made for the ground was being reborn | Position III (#2), 2020. Edition 2/3 +AP

Presente in mostra, c’è una sedia da coiffeur; questa ha un casco asciugacapelli reso inutilizzabile poiché al suo interno ospita un globo adorno di illustrazioni a matita. Uno strano casco con tubo che trascina nelle cantine di Victor Frankenstein dove il mostro prende vita con una scarica elettrica, oppure dove una gentildonna si rigenera la chioma.
Colonna sonora: Vangelis.

Second best scenario, exhibition view with
Ivana Bašić, Benni Bosetto, Ambra Castagnetti and Fin Simonetti, at Francesca Minini, 2022
Courtesy the artist and Francesca Minini. Photo Andrea Rossetti

Second Best Scenario
Ivana Bašić, Benni Bosetto, Ambra Castagnetti e Fin Simonetti
20 settembre – 5 novembre
Francesca Minini, Milano

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