Apre a Torino Sutura, nuovo spazio per l’arte con le opere di Matteo Nasini sul tema dell’ascolto

Fondato da Virginia Monaci, il nuovo spazio riflette sul rapporto tra cultura e salute attraverso i linguaggi dell'arte contemporanea

Inaugura a Torino Sutura, nuovo spazio per l’arte contemporanea che indaga il rapporto tra cultura, salute e benessere. Fondato da Virginia Moniaci, Sutura apre il suo calendario espositivo con Grafomanie, mostra di Matteo Nasini, a cura di qwatz – contemporary art platform

Lo spazio nasce in dialogo con l’Istituto Fisioterapico di Torino, centro di riabilitazione e diagnostica piemontese impegnato ad assistere le persone nelle problematiche sanitarie. A partire dalla propria mission e coniugandola ai linguaggi dell’arte contemporanea, Sutura inaugura il suo nuovo spazio espositivo con una riflessione sul tema dell’ascolto, partendo dalla relazione medico-paziente e dagli infiniti segnali che il nostro corpo continuamente ci manda e che non sempre siamo in grado di leggere.
La ricerca di Matteo Nasini nasce dalla musica, percepita e interpretata come materia. Attraverso sculture, performance, ricami e installazioni sonore, l’artista restituisce ipotetiche forme al suono e attribuisce suoni alle “forme invisibili” che pervadono il quotidiano: il sogno, la terra, lo spazio, diventano fonte di suoni che l’artista traduce, elabora e scrive dando un volume, una fisicità e una voce a ciò che non vediamo, ma che compone la realtà. 

Grafomanie presenta cinque nuovi lavori, cinque partiture che riflettono sulle grammatiche e i linguaggi che arricchiscono il dialogo con il mondo sensibile. Insieme ad esse, in mostra saranno presentati altri tre lavori precedenti: 
– Mediterranean Sonata, composizione musicale del 2014, che deriva dalla sovrapposizione di pentagrammi su mappe delle sponde del Mar Mediterraneo. Le note seguono il corso della costa attraverso una serie di dodici elementi che possono essere suonati e interpretati liberamente tra loro, poi abbinati a una serie di registrazioni sul campo e suonati con strumenti della tradizione mediterranea. 

– Dream portrait, risultato di un processo di registrazione dei sogni di dormienti professionisti: dopo aver applicato loro elettrodi medicali sul cranio, con un elettroencefalogramma l’artista registra i movimenti cerebrali, trasformandoli in melodie e successivamente, tramite un metodo di stampa 3D, in vere e proprie sculture. 
– Far Glazed  – installato all’interno dell’IFT – è parte di una ricerca complessa attraverso cui l’artista ci fa percepire la presenza costante e invisibile dell’universo sulla nostra testa. Mattonelle in ceramica con elementi pittorici raffiguranti il movimento delle stelle della Via Lattea, è il risultato di un lavoro realizzato in collaborazione con l’ESA (European Space Agency).

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