Luana Perilli. L’immaginazione oltre il perimetro dell’umano

In mostra due nuclei progettuali legati all'ibridazione, all'uscita dal perimetro, in una visione vicina all'antropologia dell'oltreumano

Inaugura oggi, 21 settembre, la mostra Wanderlust di Luana Perilli negli spazi di The Gallery Apart. L’artista indaga le intelligenze non umane, quei sistemi collettivi ecologici, biologici e semantici in cui il perimetro dell’individuo viene forzato e spostato.
Il percorso espositivo si compone di due nuclei progettuali legati all’ibridazione, all’uscita dal perimetro dell’umano in una visione vicina all’antropologia dell’oltreumano. La ricerca dell’artista percorre da sempre i luoghi del confine, dove il perimetro dell’individuo si rompe e si riconfigura fisicamente e semanticamente nell’incontro con la moltitudine e le alterità possibili. Già nei lavori della serie “superorganism“, a partire dal 2011, Luana Perilli indagava l’intelligenza collettiva degli insetti come paradosso e limite cognitivo, politico, linguistico e percettivo, o nella serie di ceramiche del 2014 “solitary shelters” e nei lavori “leopold-o” nei quali l’artista affrontava il tema della rielaborazione del linguaggio e dell’architettura attraverso la lingua semplificata Pidgin e cambi d’uso. 

In Wanderlust, l’incontro con l’intelligenza non umana avviene nella reinterpretazione di icone come la Vergine e l’unicorno o in mitologie legate alla trasformazione reciproca, come quella di Ts’an Nü avvolta da una pelle di cavallo e trasformata nel baco da seta; o, ancora, nella rielaborazione di frammenti e archivi dell’artista nell’ottica di una narrazione che non avanza linearmente ma per evocazioni, rimandi all’onirico e a una antropologia che non metta più l’uomo al centro della narrazione.

La nuova serie di lavori presentati in mostra, si ispira ai materiali trovati nella foresta, con una tensione verso tutti quei crocevia trasformativi dell’esperienza umana come l’infanzia, l’adolescenza, la maternità e con tutte quelle forme che precedono la costruzione strutturata e cristallizzata del linguaggio. Il bosco rappresenta una forma di intelligenza collettiva vegetale strutturata e interdipendente, attraversarlo implica attivare delle aree del cervello che parlano profondamente alla nostra essenza animale, come l’amigdala, sporgendosi oltre l’immaginazione.
Parte delle opere è prodotta con l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro con cui l’artista ha svolto vari workshop a partire dall’attraversamento collettivo di un bosco. Si ringraziano le persone coinvolte nella passeggiata e nel relativo lavoro: i docenti Simona Caramia, Giuseppe Guerrisi e Roberto Privitera e gli studenti Michela Teresa Intrieri, Maria Gilda Perri, Debora Giovene, Ilaria Notaro, Giada Pugliese, Gabriele Pirrò, Paola Naika Mascaro, Vincenzo Azzariti, Nicoletta Petruzza.

Luana Perilli. Wanderlust
21 settembre – 18 novembre
The Gallery Apart, Roma

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