Scoppio Terzo. Fino al tramonto tra le rovine di un borgo medievale

Un’azione sperimentale che scuote gentilmente il borgo dalla mattina al tramonto, ripopolando di visioni le rocce e i vicoli abbandonati

Scoppio è un piccolo insediamento medievale fantasma, ex frazione del comune di Acquasparta, in provincia di Terni. In bilico su uno sperone di roccia che domina la vallata circostante, i resti di Scoppio vivono oggi tra il totale abbandono e le rare fugaci incursioni di avventurieri ed esploratori, di presenze umane e non umane che conferiscono al luogo un’identità fluida, densa di sospensioni, a tratti magica.

Questo agglomerato di piccoli teatri immaginari è da tre anni sede di PROGETTO SCOPPIO – progetto espositivo indipendente nato da un’idea di Federico Arani e presentato dall’artist-run space romano Porto Simpatica – che ogni anno ospita a fine estate una mostra-evento collettiva.

Un’azione sperimentale che scuote gentilmente il piccolo borgo dalla mattina al tramonto, ripopolando di vita le rocce e i vicoli abbandonati, ormai invasi dalla vegetazione; quasi come un’allucinazione collettiva che svanendo non lascia traccia, “una serie di spazi liminali; accidentali palcoscenici la cui dolce e precisa incertezza fa a volte quasi dubitare della loro casualità”. Nel reticolo di ruderi e vegetazione attraverso apparizioni site-specific, in accordo con la natura sospesa, silenziosa e futuribile del luogo, percependo l’intero panorama come display agentivo e partecipativo nei confronti delle opere con cui è chiamato a dialogare.
Visioni, avvenimenti e nuove narrazioni espandono in direzioni impreviste la storia di Scoppio, ora in bilico tra l’inevitabile riassorbimento nel paesaggio geografico e la riemersione come luogo generativo.

Andrea Lo Giudice, N+S, 2021

L’edizione di quest’anno, SCOPPIO TERZO – There are more things, a cura di Federico Arani con Arianna Tremolanti, prende il nome dall’omonimo breve racconto di Jorge Luis Borges, nel quale è narrato il dramma epistemologico dell’incontro del protagonista con un’architettura familiare ma stravolta: la sua vecchia casa d’infanzia ora trasformata e riabitata da una creatura aliena talmente altra, da non esserci linguaggio esistente per descrivere ciò che inutilmente i sensi tentano di decodificare.
Al tramonto del 18 settembre, l’evento terminerà con due momenti di raccoglimento finale: la proiezione di un lavoro video di Gaia De Megni e, succesivamente, una video-sound performance a cura di David Capuano.

A. Matera, Obbligo o verità, 2021. Photo Giorgio Benni

Artiste ed artisti: Alejandra Varela Perera, Andrea Lo Giudice & Sofia Naglieri
Andrea Mauti, Ariell Zephyr, Bianca D’Ascanio, Claudio Larena, David Capuano & F.isforFuzz, Eleonora Del Bene, Elinor Haynes, Federico Arani, Gabriele
Ciulli, Gaia De Megni, Ginevra Collini, Giordano Tricarico, Giorgio van
Meerwijk, Hyunmin Kim, Ileana Alesi, Ilona Balaga, Jerico Cabrera Carandang
Luca Poma, Sam Meredith, Sofia Bordin, Stella Rochetich.