Addio a Jean-Luc Godard, regista dalle mille vite e simbolo della Nouvelle Vague

Ci lascia a 91 anni uno dei personaggi più influenti del cinema mondiale, tra le menti più innovative e sperimentali della settima arte

Jean-Luc Godard è morto a 91 anni, è stato uno dei personaggi più influenti del cinema mondiale, tra le menti più innovative e sperimentali della settima arte. La notizia è stata data dal quotidiano francese Libération. E in pochi minuti ha fatto il giro del mondo. Godard – da sceneggiatore, montatore e critico cinematografico – è stato nel cinema per sessant’anni.

Genio indiscusso della settima arte, è stato tra gli ideatori del primo grande movimento di rottura con la tradizione classica, ovvero la Nouvelle Vague. Mosso dalla consapevolezza che la realtà non fosse più interpretabile attraverso semplici meccanismi di causa-effetto, il regista ha saputo portare sul grande schermo la complessità del Novecento. Un’epoca che risentiva ancora degli strascichi delle due Guerre Mondiali, ma anche dell’incertezza della Guerra Fredda; un’epoca di contraddizioni, sospesa tra benessere economico e minaccia dell’atomica, caratterizzata da una costante perdita di senso.

Nasce a Parigi il 3 dicembre 1930 in una ricca famiglia borghese protestante di origine svizzera. Il padre era medico e la madre discendente da una famiglia di banchieri. Godard compie i suoi studi presso un collegio svizzero e nella sua città natale dove, dopo il liceo, frequenta la Sorbona ottenendo, nel 1949, un diploma in etnologia.

La sua carriera è contraddistinta da una grande prolificità e da seminali innovazioni linguistiche apportate al mezzo cinematografico. Premiato con il Leone d’oro nel 1984 e l’Oscar alla carriera nel 2011, le sue opere sono state fonte di ispirazione per molti registi statunitensi della New Hollywood e, più recentemente, per autori come Quentin Tarantino, il quale ha chiamato la sua casa di produzione come uno dei suoi primi film, Bande à part.

Era il 1960 quando con i grandi Jean Seberg e Jean-Paul Belmondo girò Fino all’ultimo respiro, ancora oggi considerato il manifesto del filone della Nouvelle Vague. Godard, con altri registi come François Truffaut e Jaques Rivette, contribuì ad alimentare quel movimento che introdusse nuove regole, soluzioni innovative, strutture narrative fuori dagli schemi e novità stilistiche.

Alla Fondazione Prada di Milano si trova oggi il suo Le Studio d’Orphée, un atelier che accoglie alcuni suoi film, mobili, libri e altri oggetti personali provenienti dallo studio-abitazione in Svizzera.

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