A Verona il nuovo polo integrato di restauro e diagnostica, studio, ricerca e formazione e valorizzazione dei beni culturali

Alla Dogana di Terra a Verona nasce il primo centro integrato per il restauro dei beni culturali della Regione

Soprintendenza, Comune e Accademia di Verona rafforzano la collaborazione nel campo del restauro dei beni culturali, condividendo gli spazi del complesso monumentale della Dogana di Terra nel quartiere Filippini.

I dettagli dell’operazione sono stati illustrati dal Soprintendente Vincenzo Tiné e dal Presidente dell’Accademia, Marco Giaracuni, insieme al Sindaco di Verona, Damiano Tommasi, all’Assessore comunale alla Cultura e ai rapporti con l’Unesco Marta Ugolini e al Direttore dei Musei Civici di Verona Francesca Rossi.

Il nuovo accordo prevede il restauro e la riqualificazione, a cura e spese dell’Accademia su progetto della Soprintendenza, dell’ala di destra della Dogana. Un lavoro che, a partire già dal primo semestre dell’anno accademico 2022/2023 e per i prossimi diciannove anni, porterà al completamento di tutta la Scuola di Restauro dell’Accademia di Belle Arti, il centro di diagnostica e i relativi laboratori.

Con la collaborazione anche dei Musei Civici di Verona, la Dogana di Terra diventa a tutti gli effetti il primo centro integrato per il restauro dei beni culturali della Regione Veneto. “Tra le azioni previste dall’accordo – dichiara il Soprintendente Tiné – rientra in primis la completa tutela e valorizzazione del Palazzo della Dogana, preservandolo dal degrado fisico e funzionale e garantendone il mantenimento grazie all’utilizzo come polo integrato di restauro, studio, ricerca, diagnostica, formazione e valorizzazione dei beni culturali”.

L’Accademia, attiva già da diversi anni nell’ambito delle attività didattiche del corso per Restauratori, interviene su opere e beni di interesse artistico e culturale sottoposti a vincolo, sotto la direzione tecnica e il controllo della Soprintendenza. Il complesso monumentale della Dogana di Terra, realizzato su progetto dell’architetto Alessandro Pompei tra il 1745 e il 1748, è tra i più importanti esempi di architettura neoclassica del nostro paese: conserva intatto il quadriportico di ben 1.200 metri quadrati, strutturato con doppio loggiato su tre lati e colonnato sul lato opposto all’entrata, collegata da arco monumentale alla limitrofa Dogana di Fiume. Di proprietà del Demanio dello Stato è in consegna alla Soprintendenza di Verona fin dagli anni Settanta.

Dogana di Terra, Verona

Il nuovo accordo, come ha osservato il presidente dell’Accademia di Belle arti di Verona, Marco Giaracuni, “ha lo scopo di ottimizzare l’uso delle reciproche risorse umane e tecniche e le diverse professionalità, valorizzando la ricerca e la sperimentazione di nuove tecnologie. La condivisione di spazi e strumenti di lavoro, con la conseguente possibilità di contenerne i costi di gestione e aggiornamento, ha l’ambizione di trasformarsi in un progressivo trasferimento di competenze tra enti, con la possibilità di far convergere l’attività degli studenti in progetti e ricerche di interesse reciproco”. 

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