Là dove muore, canta. L’omaggio a Carmelo Bene, nel nuovo lavoro di Rä di Martino

L’artista dialoga con Carmelo Bene e il suo immaginario nella Torre Matta di Otranto in un progetto a cura di Luigi De Luca e Brizia Minerva

Attraverso un percorso di studio e rielaborazione dell’Archivio Carmelo Bene, Rä di Martino ha realizzato una video installazione, in mostra dal 2 settembre fino al 2 novembre nella Torre Matta di Otranto, luogo eletto come rifugio da Carmelo Bene per molti anni.

La mostra – a cura di Luigi De Luca e Brizia Minerva – è promossa dal Polo biblio-museale di Lecce, dal Comune di Otranto e dal Teatro Pubblico Pugliese, in stretto dialogo con Salomè Bene e Raffaella Baracchi – e si inserisce nel percorso Vent’anni senza Bene, che il Polo promuove in occasione del ventennale dalla morte del regista. 

Custodito nel Convitto Palmieri di Lecce, l’Archivio Carmelo Bene, raccoglie oltre seimila volumi della biblioteca personale del Maestro, e insieme manoscritti, registrazioni, fotografie, costumi teatrali, elementi di scena e arredi dell’enigmatico attore, drammaturgo e regista. Quarant’anni di carriera raccolti con “eccezionale passione archivistica” dall’autore che conservò ogni cosa: fogli di scena, recensioni, registrazioni, audio e video di spettacoli e prove. Fotografie, vinili, pellicole, le agende anche.

Rä di Martino. Là dove muore, canta. Photo Raffaele Puce

Durante la ricerca sull’archivio, Di Martino ha selezionato due diari di appunti dal titolo Il vampiro, con note per uno spettacolo teatrale su Dracula, “un’opera musicale che Bene non fece mai”. A partire dalla rielaborazione di alcune fotografie, di prove video e audio, agende con brani sparsi e post-it e segnature di suo pugno, Di Martino ha elaborato un’immagine che riporta le fattezze di Carmelo Bene e la sua voce, a cui è ispirata quella dell’attore Lino Musella. In questa rimediazione delle fonti, l’attore ci appare da un altrove per leggere alcuni brani presenti in due delle sue agende nelle quali sono tracciati pensieri, suggestioni e appunti legati al personaggio del Vampiro, del morto-non morto, appunto. Non un lavoro nuovo per Rä di Martino, artista che “ama investigare le immagini del cinema e della televisione perlustrando archivi e orchestrando una narrazione insieme artistica e analitica”.

Rä di Martino. Là dove muore, canta. Photo Raffaele Puce

Più di un semplice omaggio al genio di Bene, quindi, ma piuttosto “una ideale riscrittura della sua opera”, come dichiarano i curatori. “Di Martino è stata in grado di rimetterla in gioco per investigare attraverso la propria ricerca ciò che è rimasto inespresso nel suo teatro”.

Il programma del ventennale non finisce qui, ma continua, coinvolgendo periodicamente un artista contemporaneo per continuare a tracciare linee di indagine sempre nuove, reinventando l’Archivio attraverso prassi inedite.

Per tutta la durata della mostra, nel Fondo Carmelo Bene di Lecce è esposta una serie fotografica dell’artista, ispirata dai materiali fotografici dell’Archivio. 

Accompagna l’esposizione un libro d’artista edito dalla casa editrice Humboldt. 

Rä di Martino. Là dove muore, canta
a cura di Luigi De Luca e Brizia Minerva
2 settembre – 2 novembre
Torre Matta di Otranto

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