La dodicesima Biennale di Berlino: come proporre strategie decoloniali per il futuro

Fino al 18 settembre si svolge la rassegna che quest'anno, sotto la curatela di Kader Attia, affronta questioni politiche con opere impegnate

Ogni due anni a Berlino si svolge la Biennale di arte contemporanea che sperimenta e promuove concetti, formati ed idee. I curatori hanno occasione di liberare spazi e presentare temi e posizioni rilevanti ed attuali, indipendentemente dal mercato dell’arte e dagli interessi della collezione. Il dialogo con la città è fondamentale; Berlino così frammentata, mutevole e contraddittoria è in continua evoluzione. La Biennale è punto di incontro per molti e stimolo a esplorare nuovi sviluppi artistici, un’atmosfera che permette di scoprire ciò che è ancora invisibile.

L’edizione di quest’anno è stata curata da Kader Attia e sono state affrontate questioni politiche urgenti attraverso opere impegnate. Il curatore si è dedicato a ripercorrere l’impegno decoloniale attraverso il concetto di “riparazione”. La riparazione intesa è quella di oggetti e ferite, traumi sociali ed individuali. I diversi campi di conoscenza e pratiche si fanno espressione di ripristino e resistenza culturale. Questa enorme conversazione critica coinvolge il pubblico e gli artisti al fine di trovare una soluzione comune per prendersi cura del presente.  STILL PRESENT! Il nome scelto quest’anno parla infatti della ancora presente emergenza moderna lasciata in eredità dal colonialismo. Artisti di tutti il mondo si confrontano ed oltre alle opere, la mostra presenta documenti storici, tra cui pubblicazioni politiche e attiviste dell’Archiv der Avantgarden – Egidio Marzona.

Come si può plasmare un’ecologia decoloniale? Quale ruolo possono svolgere i movimenti femministi non occidentali nella riappropriazione delle narrazioni storiche? Come reinventare il dibattito sulla restituzione al di là della restituzione dei beni depredati? Il campo dell’emozione può essere recuperato attraverso l’arte?

Attorno a queste domande le connessioni tra colonialismo, fascismo e imperialismo e propongono strategie decoloniali per il futuro.

Il team artistico è composto da Ana Teixeira Pinto, Đỗ Tường Linh, Marie Helene Pereira, Noam Segal e Rasha Salti che hanno lavorato a stretto contatto con Kader Attia, contribuendo con le loro prospettive al concetto decoloniale attraverso le lenti dei loro diversi background e pratiche critiche.

La dodicesima Biennale di Berlino è dislocata in diverse sedi  espositive sparse per la città in un interessante itinerario museale e storico:  l’Akademie der Künste (Hanseatenweg e Pariser Platz), Decolonial Memory Culture in the City, KW Institute for Contemporary Art, Stasi Headquarters. Campus per la democrazia e Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart – Berlino.

Una serie di conferenze in programma esplorano come il colonialismo e l’imperialismo continuano a operare nel presente, difficili da sradicare data la situazione politica della maggior parte dei paesi del sud del mondo che sono indipendenti ma ancora vittime della corruzione dei governanti e del capitalismo.

STILL PRESENT!
11-06 / 18-09
www.berlinbiennale.de

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