Un murale inedito di Andrea Pazienza ritrovato nella vecchia casa di famiglia sul Gargano

Riemerso durante i lavori di ristrutturazione un disegno di Paz giovanissimo. Protagonista il prof del genio irriverente e provocatorio

È riemerso durante i lavori di ristrutturazione della vecchia casa delle vacanze sul Gargano della famiglia, a San Menaio, un murale inedito di Andrea Pazienza. La firma: «Paz 72» è stata ricondotta a un disegno di quando l’artista aveva solo 16 anni e si divertiva ad imbrattare le pareti della camera più piccola della casa di famiglia, che fino al 2003 era appartenuta alla famiglia del pittore.

In quell’anno, raschiando l’intonaco, era già venuta alla luce una parte del disegno che i proprietari avevano deciso di nasconderlo con alcune tele. Oggi, il padrone di casa, Michele D’Errico, ha rimosso con cura l’intonaco, un pezzetto alla volta, scoprendo un’immagine maschile che tiene in bocca la testa di una donna, una figura intera di un nudo femminile e la scritta Good Bye. 

courtesy Ansa

Il protagonista di buona parte del murale è il professor Sandro Visca, suo insegnante di disegno al Liceo Artistico di Pescara e destinato a diventare l’amico di una vita. Il professore è citato nel murale anche in una nuvoletta con la scritta «Hasta la Visca!». In una sovrapposizione di disegni e frasi, spuntano alcune esclamazioni come «Good bye», «Uhm», «Love», e altre in sanseverese, il dialetto della città in provincia di Foggia.

Artista irriverente e provocatorio, è una icona assoluta di creatività. La sua carriera è iniziata nel 1977 con la pubblicazione della sua prima storia sulla rivista Alter. Da allora in poi ha segnato la storia del fumetto e dell’illustrazione italiani: dai personaggi di Zanardi, Penthotal, Pompeo alle riviste di cui fu tra i fondatori come «Il Male» (che ha rivoluzionato il modo di fare satira in Italia) e Frigidaire. Il suo murale più celebre è quello realizzato nel 1987 per la Fiera del Fumetto di Napoli, e conservato nel Padiglione America Latina della Mostra d’Oltremare di Napoli, distaccato dal supporto murario originale e restaurato. L’opera, lunga sette metri e alta due metri e mezzo, raffigura una lotta di guerrieri e animali (leoni, cavalli, antilopi, avvoltoi) ambientata nell’antichità classica.