Scontro Druet-Cattelan, il tribunale francese ha deciso: è l’artista italiano a vincere la causa

Lunga vita alla proprietà intellettuale, nello scontro tra i due viene respinta l'accusa del francese che rivendicava la paternità dei lavori

Vi ricordate l’accusa Daniel Druet mossa a Maurizio Cattelan? Qualche mese fa, più precisamente a Maggio, era stata pubblicata la notizia: quello che per anni era stato il collaboratore di Cattelan,il talentuoso scultore del Musée Grévin, aveva chiesto all’artista italiano e alla Galerie Perrotin, dove Cattelan espone, un risarcimento di sei milioni di euro. Druet sosteneva infatti che gran parte delle opere di Cattelan fossero state realizzate da lui e non dall’artista italiano.

Beh, è finalmente arrivata la sentenza dei giudici francesi che scagionano Cattelan da tutte le accuse e lo definiscono come unico ideatore e autore dell’opera.

A discutere in tribunale l’avvocato della Galleria Perrotin, Pierre-Olivier Sur, il cui intervento è stato determinante per spiegare come la Nona Ora e Hitler, due delle sculture più conosciute dell’artista, siano state interamente concepite da Cattelan, e solo eseguite da Druet.

Come riporta Il Sole 24 Ore: I magistrati nella sentenza hanno stabilito infatti che «è indiscusso che le precise direttive per allestire le sculture di cera in una specifica configurazione, relative in particolare al loro posizionamento all’interno degli spazi espositivi volti a giocare sulle emozioni del pubblico (sorpresa, empatia , divertimento, repulsione, ecc.), sono state emanate solo da [Maurizio Cattelan] senza Daniel Druet, non essendo in alcun modo in grado – né cercando di farlo – di arrogarsi la minima partecipazione alle scelte relative alla disposizione scenografica della presentazione delle dette sculture (scelta dell’edificio e dimensione della le stanze che assecondano il carattere, la direzione dello sguardo, l’illuminazione, persino la distruzione di un tetto in vetro o di un pavimento in parquet per rendere l’allestimento più realistico e suggestivo) o al contenuto del possibile messaggio contenuto nell’allestimento». e che «La realizzazione dell’opera è secondaria rispetto alla sua concezione» ha dichiarato l’avvocato della Galleria Perrotin, Pierre-Olivier Sur.

Tutto è bene quel che finisce bene. Ma non per Druet, che è stato anche condannato dal tribunale a pagare 10.000 euro alla Galerie Emmanuel Perrotin e alla Monnaie de Paris che aveva citato in giudizio.

Il processo ha messo in risalto una vecchia domanda: Chi è l’autore dell’opera? Chi ha l’idea o chi la realizza materialmente? Da Duchamp in poi, l’arte contemporanea è stata travolta da un cambiamento concettuale indelebile. Spostando il lavoro dall’oggetto al concetto, dopo quella svolta non è stato più possibile giudicare i lavori soltanto a partire dalla loro realizzazione estetica. L’idea è ormai sovrana di ogni applicazione tecnica e, anche in questo caso è stata difesa la proprietà intellettuale dell’artista.