Once Called Future, Jaye Rhee al Festival del Tempo

L'artista sudcoreana presenta, per il Festival del Tempo a Genova, un video che rivela i meccanismi della memoria e dell'immaginazione

courtesy immagine Daniele Tozzi

Una rubrica (p)artecipattiva che racconta di arte, artisti e sostenibilità 

Royse City; Corsicana:
Due piccole città in Texas, un viaggio per rivelare i meccanismi della memoria e della immaginazione e spiegare come tali meccanismi possano possano dare un senso al presente.

E in queste due piccole città sono stati abbandonati veicoli da addestramento della NASA e una Futuro House progettata nel 1968 per diventare una cabinovia per impianti sciistici: un emblema del futuro fatto nel passato per dare un senso al presente.

La voce fuori campo, con un accento tra l’israeliano e il francese, racconta che sin dai tempi della scuola ogni venerdì pomeriggio, per finire in bellezza la settimana, lui compra un giornale, compra dei fiori e pulisce il pavimento, ogni settimana fino a quando smettono di pubblicare il giornale e conseguentemente smette di comprare i fiori e pulire il pavimento.

I fiori erano per una donna che lui amava con ostinazione, senza essere ricambiato. Un gesto banale che diventa speciale proprio per la insistenza di lui a fronte della indifferenza di lei: un uomo saggio rende la sua vita speciale proprio perché sa far diventare ogni momento un momento unico, che non si ripeterà mai più.

Il tempo passa alla ricerca di un’utopia del tutto irraggiungibile in cui la Futuro House diventa un veicolo che ci trasporta dal passato a un futuro che c’è già stato, o forse non c’è mai stato.

Questo è Once Called Future, il video della artista sudcoreana Jaye Rhee, che sarà ospite del Festival del Tempo a Genova a maggio, in occasione della BeDesign Week 2022.

L’iniziativa ha la finalità di far realizzare ad artisti di tutto il mondo installazioni site specific nel centro storico della città, “in un’ottica di rigenerazione sociale, culturale, economica e spirituale dei tessuti urbani”, coinvolgendo la comunità territoriale.

Passato, presente, futuro: “(…) il tempo siamo noi. Siamo questo spazio, questa radura aperta delle tracce della memoria dentro le connessioni dei nostri neuroni. Siamo memoria, siamo nostalgia, siamo anelito verso un futuro che non verrà”, scrive Carlo Rovelli in L’ordine del tempo.

Once Called Future. Per chi non avesse il tempo di venire a Genova, il link del video https://jrhee.com/once-called-future

Once Called Future
A cura di Edoardo Marcenaro e Roberta Melasecca

Festival del Tempo
18-22 maggio 2022, Genova
Info: www.festivaldeltempo.it

Edoardo Marcenaro lavora da venticinque anni come giurista di impresa in società multinazionali e ha come hobby l’arte moderna, contemporanea e post-contemporanea. È collezionista e curatore di mostre, essendosi negli ultimi anni concentrato su opere realizzate su banconote americane rigorosamente originali, dai dollari che Andy Warhol firmava alla fine delle sue feste alla Factory, fino ad arrivare ai dollari distribuiti da Edoardo a tutti i suoi amici artisti per trasformarli in opere d’arte.