Chiara Dynys presenta Melancholia, il nuovo progetto espositivo del MA*GA

Metitabondo, rifelssivo, malinconico. L’atteggiamento saturnino è da sempre quello più legato alla figura dell’artista nell’immaginario collettivo. La visione romantica dell’attività intellettuale è ancora oggi un retaggio che vive nella realtà attuale e che la storia dell’arte e soprattutto del cinema hanno immortalato per delineare il profilo di chi alla bellezza e all’indagine interiore ha votato la sua esistenza. Questa è la suggestione da cui prende piede la realizzazione di Melancholia, il nuovo progetto espositivo dell’artista Chiara Dynys al MA*GA

«L’amore per il cinema – afferma Chiara Dynys – mi accompagna da quando ero bambina, nutrito e incoraggiato da mia madre a cui dedico questo progetto. Tali suggestioni hanno contribuito a dare al mio lavoro un taglio ben definito sin dagli esordi in cui creavo forme geometriche, senza un centro individuabile, attraverso un uso trasgressivo e “cinematografico” dei materiali che, trasfigurati in qualcos’altro, esprimevano uno straniamento che nel tempo si è trasformato nella rappresentazione di un non luogo, abitato dallo spaesamento dei sogni e dallo sradicamento»

PH. Vincenzo Lucente

Sin dall’inizio della sua attività, all’inizio degli anni 90 ha agito su due filoni principali, entrambi riconducibili ad un unico atteggiamento nei confronti del reale: identificare nel mondo e nelle forme la presenza e il senso dell’ anomalia , della variante, della “soglia” che consente alla mente di passare dalla realtà umana ad uno scenario quasi metafisico.

Nella mostra la poetica dell’artista è disvelata attraverso le suggestioni che le giungono da alcuni registi centrali nella storia del cinema, da Roberto Rossellini a Lars Von Trier, da Jane Campion a Federico Fellini. La luce e lo spazio trasfigurano le narrazioni e le immagini in movimento e attraversano gli ambienti del percorso espositivo, appositamente pensato per il Museo d’arte contemporanea di Gallarate.

«Ciò che permea il mio lavoro – continua Chiara Dynys – è un sentimento di non appartenenza, un vuoto da collocare altrove, nella sofferta cornice del non sentirsi mai nel proprio posto. Ecco perché la scelta di quattro registi che raccontano tale disagio declinato in mondi diversi: un contesto australiano senza spiritualità; un viaggio magnifico per l’Italia ma senza più amore; una stanza riempita dalla musica, che però sarà disintegrata; e infine un pianeta in cui tutto l’irrisolto non conta perché si attende la collisione fatale. Si tratta di realtà che rappresentano un ponte spazio-temporale tra quello che vivo quotidianamente e quello che è il mio lavoro di artista»

Info:https://www.museomaga.it/

Melancholia, Chiara Dynys

27/02/2022 – 08/05/2022

MA*GA

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