Fenomeno Artist-Run Space – Spazio Y/OFF1C1NA al Quadraro

Roma

Continuiamo il nostro viaggio attraverso gli artist-run space della Capitale. Dopo aver raccontato l’esperienza di Spazio In Situ passiamo a un’altra realtà indipendente che già da molti anni sta costruendo il proprio percorso, Spazio Y, nato nel 2014 da una visione comune degli artisti Paolo Assenza, Nicola Rotiroti, Arianna Bonamore e Germano Serafini.

La lettera Y, scelta per dare nome al progetto, si riferisce simultaneamente sia alla sfera concettuale sia a quella più concreta: la sede storica, e primo spazio di lavoro del collettivo, in via dei Quintili 144 è situata esattamente nel crocevia di due strade, tuttavia tale intersezione di possibili direzioni che convergono e divergono appartiene anche alla prospettiva simbolica che il movimento sceglie di fare sua e che fino a oggi continua a essere mantenuta. 

Spazio Y
© Spazio Y

Il rapporto con il Quadraro

Una delle caratteristiche che tendono a essere incontrate più spesso quando si parla di artist-run space è l’elasticità. Spazio Y infatti prende forma in principio dalla volontà dei quattro fondatori originali ma ben presto apre i confini della sua cerchia ristretta e vede l’inclusione di altre figure, due anni più tardi rispetto alla sua nascita: la storica dell’arte Ilaria Goglia e la curatrice Silvia Marsano. Questa formazione dà vita ai primi esperimenti artistici, trovando la sua sede al Quadraro, zona inserita all’interno del quartiere Tuscolano.

L’insediamento sul territorio è parte integrante del lavoro creativo. L’interazione con la popolazione è fondamentale nell’ottica di costituzione di un nuovo tessuto sociale e soprattutto per la riattivazione di un interesse per i processi di creazione e fruizione culturale, da cui la comunità residente viene spesso esclusa, soprattutto a causa della locazione periferica nell’area metropolitana. Associazioni culturali e istituzioni del posto vengono incluse nelle iniziative del collettivo Spazio Y, come nel caso di Rare Exports#1, progetto che nel 2016 vede la progettazione di un intervento insieme all’artista vietnamita Moi Tran che realizza due installazioni ispirate alla storia antica e contemporanea del Quadraro. Ulteriore esempio dell’attività di Spazio Y nel quartiere di residenza è MEMORIALE TEMPORANEO #2, intervento pubblico di Massimo De Giovanni del 2017 che vede l’artista relazionarsi direttamente con gli abitanti del quartiere, raccogliendo testimonianze e ricordi di come questo si sia evoluto nel tempo. 

© Spazio Y

Anni in evoluzione

In pochi anni di attività Spazio Y si rende riconoscibile e attrae l’attenzione del MAXXI che lo include all’interno del progetto The Indipendent, Ideato nel 2014 da Hou Hanru, attuale direttore artistico del museo contemporaneo romano, per realizzare una mappatura delle realtà autogestite più interessanti sul piano nazionale e internazionale. Comincia così un percorso sempre più rivolto verso l’esterno della dimensione in cui lo spazio nasce nel 2014. I successi non si arrestano e nel 2018, il collettivo viene invitato a Palermo come ospite e organizzatore di eventi collaterali alla Biennale Manifesta

Nel tempo le esigenze mutano e la sede storica di Via dei Quintili viene abbandonata. Gli studi degli artisti che compongono il collettivo di Spazio Y si spostano e la formazione originale si scompone e si riassembla con l’arrivo di nuovi artisti e operatori del settore culturale. La sede operativa si stabilisce in Via dei Juvenci 11, non distante dalla precedente, negli spazi di OFF1C1NA, centro di aggregazione culturale nato nel 2012. In questa nuova cornice prendono corpo altre iniziative che, dopo la fase più critica della pandemia, vengono lanciate nella seconda metà del 2021, come OFF1C1NA EXTENDED. Da questo nuovo progetto nasce /pos·tàc·cio/, a cura di Paolo Assenza, Ilaria Goglia e Germano Serafini che, mediante la realizzazione di installazioni site-specific, sfidano lo spazio esterno dello studio che diventa una piattaforma generativa, un laboratorio a cielo aperto dove stratificare tracce e segni di un fare temporaneo.

Spazio Y si conferma essere un organismo in continua evoluzione, anche dopo anni di attività e di cambiamenti radicali. Il desiderio di sperimentazione, affiancato da una grande capacità di riadattamento, infatti lo hanno visto modificare il proprio assetto ma mai perdere la costanza produttiva. Questo impegno viene sempre più riconosciuto e lo spazio viene inserito nel 2021 all’interno del volume VERA, edito da Quodlibet, ideato e Curato da Damiana Leoni, in cui sono evidenziate le realtà che più stanno veicolando la crescita della scena artistica contemporanea di Roma. 

Spazio Y
© Spazio Y

Info: https://spazioy.com

Spazio Y/ OFF1C1NA, Via dei Juvenci 11

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