Roma Arte in Nuvola, al via la prima edizione della fiera

Ha inaugurato il 18 novembre 2021 la prima edizione di Roma Arte in Nuvola, la grande Fiera internazionale di arte moderna e contemporanea, ideata e diretta da Alessandro Nicosia con la direzione artistica di Adriana Polveroni e con la collaborazione di Valentina Ciarallo, negli ampi spazi della Nuvola, luogo centrale dell’offerta culturale romana che mostra il volto più attuale della Capitale. Una festa dell’arte, che si rinnoverà a cadenza annuale e che nasce da una proposta innovativa di carattere dinamico: le Gallerie espositrici sono affiancate da molteplici Progetti speciali – con una visione originale che rivoluziona l’aspetto fieristico caratterizzandosi il più possibile come una grande esposizione – per attivare nuove connessioni tra il mercato e la ricerca artistica rivolte non solo agli addetti ai lavori, ma anche a nuove fasce di pubblico, di giovani e di appassionati. Tra i tanti stand nazionali e internazionali si trovano installazioni di artisti consolidati ed emergenti. Poco lontano dall’ingresso della fiera possiamo osservare Ab Ovo di Camilla Ancillotto, installazione formata da tre sculture policrome ispirate all’antico rompicapo cinese del Tangram interpretato nella sua variante ovale e accompagnato da un aspetto ludico dell’espressione artistica che dà un’assoluta libertà di interpretazione. Poco più avanti Patric Tuttofuoco realizza Space Time, courtesy dell’artista e della galleria Schiavo Zoppelli di Milano.  L’opera è concepita come un dialogo tra gli individui e la loro capacità di trasformare l’ambiente in cui vivono in una fusione tra Modernismo e Pop che spinge la figurazione nell’astrazione. L’opera si inserisce nella riflessione dell’artista sull’idea di spazio-tempo: il fulmine è catturato in un tempo di sospensione in cui sarà fermo per sempre dilatandosi all’infinito. Arthur Duff, invece, realizza una delle sue opere monumentali, una installazione neon che riflette il rapporto tra la tecnologia e la fisicità, tra la scienza e il corpo. Mentre Gregorio Botta, con Gli angeli, crea delle strutture che si ispirano alla casa con un’apertura, una porta, da cui trapela la luce: è un invito a meditare, a confrontarsi con sé stessi, con uno sguardo a ciò che ci è successo durante la pandemia. Invece nel foyer della fiera ci accolgono due installazioni antitetiche. La scultura di Igor Mitoraj Luci di Nara Pietrificata che accoglie un pensiero dell’artista: “Posso dire che per me la bellezza è qualcosa che fa sognare, ma è molto più forte del sogno. È un ideale, un miraggio, un enigma.” Mentre Neda Shafiee Moghaddam presenta Rifugio, courtesy dell’artista e della Galleria Emmeotto di Roma. L’origine dell’opera è negli oggetti modulari e prefabbricati, cubi di cemento, in cui l’artista interviene con tecniche varie sulle forme iniziali creando ready-made e combinandoli in poesie visive: il cubo, la forma prediletta dall’artista, è il simbolo della nostra dimora fisica, il corpo, mentre la casa di pietra è la sicurezza, nella volontà di giungere a mondi immaginari. Nel foyer si trova anche Senza titolo (Labirinto) Nabucco di Jannis Kounellis courtesy di Prometeo Gallery, di Ida Pisani e Claudic Poleschi. Qui pareti fatte di lamiere di ferro, pezzi di carbone messi in cima, ed altre ingombranti presenze pongono l’accento sulla situazione sociale e sulla situazione artistica che hanno continue battute d’arresto. Al piano superiore ci accoglie l’installazione di Flavio Favelli, Traliccio Ducale. Le sue installazioni sono fatte di materiali di recupero che vengono assemblati, dando vita a sovrapposizioni di senso che isolano l’oggetto dalla mera realtà materiale, elevandolo alla dimensione artistica. Questo passaggio non avviene tramite uno snaturamento dell’oggetto stesso, ma piuttosto attraverso una amplificazione delle sue caratteristiche funzionali, del suo valore come oggetto d’uso, come oggetto di decoro, come icona di una quotidianità passata, inconsciamente compresente a quella attuale.  La sua produzione si incentra sul binomio esotico-quotidiano. Si prosegue poi con Maria Cristina Finucci con Passaggio, courtesy dell’artista. Il video è ispirato dall’opera di Bill Viola The Path: gli oggetti vanno a morire nel Garbage Patch State, enorme cumulo di rifiuti creati da noi nell’Oceano che l’artista ha così rinominato dichiarandolo Stato sovrano dell’UNESCO. Le luci evocano i campi di sterminio, gli oggetti di plastica sono entità dotate di una propria vita attraverso i quali l’artista racconta l’uso insensato che ne fa l’uomo. Vicino quest’opera The World di Iakovos Volkov che riflette sempre sull’inquinamento da plastica attraverso la cartina del mondo fatta di materiali plastici ed è un monito alle nostre responsabilità per il futuro del pianeta. E George Stamatakis con The Colour of Phenomenon, courtesy dell’artista e della galleria Alessandra Bonomo di Roma, crea un’ampia installazione pittorica dove il colore vuole sensibilizzare la responsabilità civile sull’inquinamento che sta colpendo la Terra. Cyril De Commarque presenta Goddes of all Things, installazione presentata nel 2019 – 2020 alla Saatchy Gallery di Londra che riflette su come l’Antropocene e l’intelligenza artificiale agiscono sul mondo. Vi è rappresenta un’allegoria di ciò che sarà il nostro futuro.  Paola Diamante presenta la video – installazione Generare corpi celesti -esercizi di stile: il progetto nasce da un lavoro con un ragazzo non vedente cui l’artista ha chiesto di immaginare com’era il cielo per lui. Il ragazzo era cieco da dieci anni eppure non ricordava niente del cielo perché i ricordi visivi devono essere alimentati sennò spariscono, e così il ragazzo ha creato un’opera del tutto immaginifica e personale. Luis Gomez de Teran presenta Sacro Urbano progetto ideato dall’associazione culturale Kill The Pig che vuole essere una monumentale installazione site – specific per ridefinire una situazione fieristica, ovvero destinata prevalentemente all’aspetto commerciale, attraverso un momento di meditazione: protagonista il Trono che rappresenta la condizione celebrativa dell’artista fino a trasformarla in martirio sociale e culturale; esso è posizionato al centro di una grande vasca piena di alcuni centimetri di acqua, mentre nella scultura gli artisti riverseranno le personali intuizioni artistiche. Al piano superiore José Angelino presenta Resistenze, un’installazione realizzata con circuiti elettrici luminosi che trovano degli ostacoli come può essere una spugnetta: è una riflessione sulle difficoltà della quotidianità, della vita, del lavoro, e perché no? anche del superamento del Covid. Di fronte Donato Piccolo espone Cloud Men (Mal di testa in due- Pesoforma – Thinking Man – Nulla). Molte installazioni dell’artista, come questa, combinano due aspetti complementari e inseparabili: sono allo stesso tempo sculture e macchine, forme e processi, nella ricerca di esplorare “l’incomprensibile mistero del mondo visibile”, dalle parole dell’artista. Il progetto pensato per Roma Arte in Nuvola si compone di una serie di sculture antropomorfe, alcune presentate per la prima volta: la riflessione è sul rapporto tra forma e visione. Infine Daniel Gonzales presenta due installazioni: Personal disco e Chillout Wall che fanno parte di un unico progetto site-specific per Roma Arte in Nuvola. Entrambe vogliono creare uno spazio di libertà dove si possano esprimere emozioni attraverso architetture effimere ispirate a Bernini. Nella prima si invita il pubblico ad interagire con l’architettura effimera fatta di nastri multicolor luccicanti, entrandovi si può ballare accompagnati dalla musica. Mentre la seconda è un muro fatto di mylar specchiante che riflette il contesto circostante e si muove grazie al passaggio delle persone. Tutto ciò è accompagnato da pouf serigrafati dove ci si può sedere e rilassare.
Tornando nel foyer due grandi dipinti di Mario Sironi: Lo studente e L’Impero, degli anni’30. Mentre dall’altra parte della sala tra grandi tele di Giuseppe Gallo: Quoi et qui Batailleartaudeliogobolo e due Senza Titolo parte della collezione di Intesa Sanpaolo che da anni è impegnata nella promozione dell’arte e della cultura del nostro paese con il suo Progetto Cultura.

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