Realizzata per la mostra «Clair-obscur», l’installazione di nebbia di Fujiko Nakaya avvolge la rotonda della Bourse de Commerce – Collection Pinault, trasformando lo spazio in una presenza atmosferica in continua mutazione che rilegge l’architettura di Tadao Ando attraverso il vapore. L’intervento ne altera la percezione, dissolvendo i confini dell’edificio in una nuvola artificiale di vapore d’acqua. La rotonda del museo viene progressivamente immersa in una massa di vapore prodotta da un sistema di pompe ad alta pressione e ugelli progettati su misura, che genera una nube densa e in costante mutazione.

Scultura di nebbia e spazio in dissolvenza
L’opera introduce nello spazio museale una presenza immateriale e mutevole: una nuvola di vapore d’acqua che ridefinisce continuamente i contorni dell’architettura, alterandone la percezione attraverso trasparenze intermittenti. Pioniera delle “sculture di nebbia” fin dagli anni Settanta, Nakaya ha sviluppato insieme all’ingegnere Thomas Mee un sistema di nebulizzazione ad alta pressione capace di generare ambienti instabili e in costante trasformazione, concepiti non come oggetti da contemplare, ma come esperienze da attraversare. In dialogo con la rotonda – spazio circolare, aperto e vertiginoso – la nebbia riduce la visibilità e dilata la percezione dello spazio, trasformandolo in un ambiente instabile e immersivo.
Dopo aver abbandonato la pittura negli anni Sessanta, Nakaya ha sviluppato una ricerca pionieristica sulla nebbia come materiale plastico e percettivo. La foschia reagisce alle condizioni ambientali – correnti d’aria, temperatura e presenza dei visitatori – trasformandosi senza sosta e rendendo l’esperienza dell’opera instabile e attraversabile. Il dispositivo installativo mette così in tensione visibile e invisibile, facendo emergere e scomparire a intervalli la struttura in cemento della rotonda progettata da Tadao Ando.

Cloud #07156: atmosfera, percezione e architettura in trasformazione
Il titolo Cloud #07156 rimanda al codice della stazione meteorologica più vicina alla Bourse de Commerce, stabilendo un legame diretto tra la nuvola artificiale generata all’interno dello spazio espositivo e le condizioni atmosferiche reali della città. Il concetto giapponese di ma, inteso come intervallo relazionale tra elementi, introduce un’idea di spazio non come vuoto ma come campo attivo di percezione e relazione, reso visibile proprio dalla presenza della nebbia. Come osserva la curatrice Anne-Marie Duguet, le trasparenze fugaci della nebbia producono una forma di “anti-panopticon” che destabilizza lo sguardo e ridefinisce la percezione stessa dello spazio espositivo.
Nell’ambito della mostra «Clair-obscur», curata da Emma Lavigne con il contributo di Anne-Marie Duguet, l’opera si inserisce nel nucleo dedicato alla nebbia, in dialogo con lavori di Trisha Donnelly, Bruce Conner, Frank Bowling e Wolfgang Tillmans. Il confronto con l’architettura di Tadao Ando evidenzia un interesse condiviso per tempo, materia e percezione: il cilindro in calcestruzzo incornicia la rotonda storica, mentre la scultura di nebbia introduce uno strato atmosferico che ne modifica costantemente la lettura senza fissarne mai una forma definitiva.


