Nicola Samorì da Monitor Gallery: manuale della mollezza e la tecnica dell’eclisse presentano un nuovo stadio della ricerca artistica del pittore di Forlì

Roma

Nicola Samorì ha abituato il pubblico ad una ricerca che affonda le sue radici nella ricerca minuziosa riguardo l’eredità pittorica e scultorea dei maestri del passato. L’artista ha dedicato gli ultimi anni a scavare e saccheggiare ogni dettaglio del lascito antico che ancora oggi dimostra di avere molto di cui indagare. Lo stesso Samorì afferma che la pittura tutta ha influenzato il suo percorso ma che Josè de Ribera e Mattia Moroni vestono il ruolo delle figure dominanti capaci di influenzare il suo operato. 

La figura umana è al centro della sua indagine visiva: un immaginario cupo accoglie lo spettatore che si para di fronte a un suo dipinto e la sensazione di oppressione e, talvolta, una truce passione sembrano avvolgerlo. L’immagine viene manomessa, privata della sua integrità e purezza. Un sadismo diffuso contorna le figure di Nicola Samorì che infligge alla tela un volontario attacco fisico, ne viene strappato aggressivamente lo spirito, apparentemente intangibile e trascinato come una palpabile viscera all’esterno della cornice.

Dopo uno scandaglio così approfondito, durato oltre un decennio, Samorì si pone oggi un nuovo interrogativo a cui la sua nuova esposizione alla monitor Gallery di Roma in apertura il prossimo 1 ottobre 2021, tenta di trovare risposta. 

La ricerca di un artista non deve mai trovare il suo traguardo: Samorì si cimenta in uno stadio successivo della sua produzione, in cui prova a spogliare del manto di citazionismo che ha sempre velato i suoi lavori precedenti agli attuali. 

Samorì si confronta con la necessità di risolvere il problema della mollezza, un termine utilizzato dallo stesso artista per raccontare il superamento del codice genetico che ha caratterizzato le sue opere fino ad oggi, un assenza che provoca un certo spaesamento nello spettatore abituato a lavori di tale carattere. 

Le opere raccolte per l’esposizione personale di Nicola Samorì si reggono sulla forza di un energia originale, intrisa di novità e invenzione. 

Viene messa in campo una tecnica nuova, utilizzata da alcuni anni dall’artista che decide oggi di mostrare al pubblico i risultati di una sperimentazione capace di dare una nuova prospettiva alla sua ricerca. 

La tecnica dell’eclisse nasce proprio da questo proposito. Circa quindici dipinti inediti risalenti alla produzione giovanile dell’artista sono stati sottoposti ad uno speciale processo chimico capace di provocare l’effetto alchilico dell’oscuramento e della decolorazione. Ogni tela è ricoperta da una foglia di rame, poi ossidata ripetutamente con lo zolfo attraverso lavaggi successivi che consumano il metallo e portano alla luce il solo fantasma dell’immagine. 

Emerge quindi una versione accecante del suo impegno pittorico che attende di essere scoperta e si dimostra capace di rinnovare il corpus a cui ci ha abituato il pittore di Forlì.

Info: https://www.monitoronline.org/rome-2/

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