Ulteriori Gradi di Libertà, nella città che resiste. Francesca Leone immagina un mondo urbano possibile dentro e fuori la cornice delle Gallerie d’Italia a Milano

Milano

Umberto Boccioni dipinge nel 1912 La Città che sale, l’immagine di un universo che viaggia ad alta velocità e a ritmo dirompente costruisce un’immaginario caotico ma per l’epoca affascinante come null’altro. La città è un organismo vivo, in costante evoluzione, che cresce si trasforma e si deforma. La sua forma originale si distorce a causa dell’usura, dell’indifferenza delle anime che la vivono e la plasmano, ma che sono anche in grado di inquinare la purezza della progettualità secondo cui è stata concepita.

Partendo dalla corruttibilità del cuore pulsante in cui scorrono i fluidi della società, Francesca Leone interpreta il tema della città che resiste alla corrosione del contemporaneo e che sopravvive alla società dell’usa e getta. La sua nuova selezione di opere, esposte dal 10 settembre 2021 al 7 novembre 2021 a Milano, parte dalla ricerca effettuata sui materiali di scarto che si accumulano nell’oblio urbano quando perdono della loro originaria utilità.

Mattoni e lamiere costituiscono il corpus di un’esposizione capace di far emergere lo spirito eco femminista di un’artista che non si limita all’evocazione del visibile ma che punta ad affermare la proprio proiezione della realtà condizionale: con le sue opere Francesca Leone tratteggia il disegno di un’architettura ulteriore all’esistente e immagina, senza rassegnarsi, ad un’urbanizzazione fedele alle esigenze umane ma che rispetta la materia e la riqualifica attraverso l’estro. 

Le opere della mostra Ulteriori Gradi di Libertà, nella città che resiste, curata da Andrea Viliani, alle Gallerie d’Italia, scrigno della collezione di Intesa San Paolo, manifesta il necessario impegno ad immaginare una nuova idea di città. La presenza delle due opere della collezione permanente appartenente all’istituto bancario pone in dialogo i lavori di Francesca Leone con due tentativi di ridefinizione del contesto urbano risalenti alla stagione della Pop art italiana: il linguaggio informale di Mimmo Rotella, nato dalla sperimentazione delle tecniche del collage “picassiano” e dal ready made di stampo dadaista, insieme alla composizione fotografica di Ugo La Pietra, che danno prospettiva alla visione della città ideale.

Preoccupati in epoche diverse dello stesso imminente pericolo, gli artisti esposti analizzano la possibilità di essere i cronisti di un’epoca che rischia di essere l’ultima di cui sarà possibile essere testimoni. Da questo presupposto quindi nasce l’esigenza di ridare valore allo scarto e restituire alla materia più sottovalutata il diritto di mostrare un potenziale prematuramente soppresso.

Info: https://group.intesasanpaolo.com/it/sezione-editoriale/eventi-progetti/tutti-gli-eventi/cultura/2021/09/francesca-leone-mostra-gallerie-d-italia

Articoli correlati