La nuova installazione di Edoardo Tresoldi. Dante incontra il contemporaneo che supera il tempo

Ravenna

Colà diritto, sovra ’l verde smalto, 

mi fuor mostrati li spiriti magni, 

che del vedere in me stesso m’essalto

Dante Alighieri, Divina Commedia, canto V, vv. 118-120

Con questa terzina Dante Alighieri, nel quarto canto dell’Inferno, descrive il suo entusiasmo nel poter incrociare la vista con le anime dei grandi maestri e sapienti del mondo classico che da sempre hanno ispirato la sua attività poetica e politica. 

Il castello degli Spiriti Magni è un luogo che il Sommo Poeta ci lascia immaginare attraverso le sue parole dove filosofi, poeti, scienziati e scrittori, dagli occhi tardi e gravi, hanno trovato riparo nell’aldilà. Edoardo Tresoldi ha preso ispirazione propio da questo luogo della mente per l’installazione che porta la sua firma e che in questi giorni, fino al 9 gennaio 2022, è esposta all’interno del Mar, Museo d’arte della città di Ravenna.

L’artista porta in mostra, nel chiostro antico del museo d’arte della città, una sua opera realizzata durante l’anno 2016. Sacral viene riallestita per l’occasione con l’obiettivo di dialogare con la tematica delle anime, uno dei perni centrali della mostra attualmente allestita all’interno del MAR, Un’epopea Pop, che esamina il fenomeno culturale dell’ incredibile successo popolare che il personaggio di Dante ha avuto attraverso i secoli.

Uno sguardo aperto verso i linguaggi contemporanei è quello che è stato messo in campo dagli organizzatori dell’iniziativa. Il lavoro sviluppato da Edoardo Tresoldi diventa così un testimone coerente della volontà di porre sotto un’unica lente un oggetto di studio in grado di superare le barriere del tempo: ricongiungere attraverso un filo sottile, ma dalla fibra inconsumabile, il presente con il passato è uno dei punti chiave della ricerca dell’artista milanese, classe 1987. 

Le installazioni di Edoardo Tresoldi nascono come architetture vuote, capaci di incarnare proiezioni mentali in cui la storia e lo spazio collettivo si intrecciano, senza però legarsi ad un concreto orizzonte temporale, rimanendo astratti dalla contingenza. 

Le architetture vuote, con le loro strutture cangianti a seconda dell’atmosfera in cui si inseriscono e del preciso punto di vista da cui vengono osservate, pongono l’osservatore di fronte ad una ramificazione di interpretazioni possibili. Il vuoto e l’apertura verso l’esterno lasciano ai rifacimenti architettonici la possibilità di compenetrare il paesaggio che le accoglie, ridefinendo il concetto di limite. 

L’allestimento dell’opera Sacral gode del magnifico scenario in cui è stata inserita l’architettura. Il classico e il moderno trovano il loro perfetto spazio di coesistenza e di valorizzazione, punto di riferimento familiare per la ricerca dell’artista, che da sempre cerca a di inserirsi in questa temporale zona grigia che fluttua nell’ambivalenza.

Info: http://www.mar.ra.it/ita/Mostra/Sacral-di-Edoardo-Tresoldi