Storie di fantasmi del Giappone: immersione nel folklore orientale con le parole di Lafcadio Hearn e con le tavole di Benjamin Lacombe

«L’immaginario giapponese non si limita a forzare le porte della morte. Socchiude anche quelle della nascita o, più esattamente, della reincarnazione: organizzando sorprendenti incontri fra esseri predestinati che si erano già conosciuti altrove e in altre vite». Parole di Francis Lacassin, intellettuale, giornalista e editor transalpino scomparso nel 2008, estrapolate dalla prefazione di un volume fantastico. In tutti i sensi. Pubblicato da L’ippocampo, Storie di fantasmi del Giappone (cartonato con dorso in tela, 208 pagine, 25 euro) di Lafcadio Hearn, illustrato da Benjamin Lacombe – a cura di Ottavio Fatica, questa edizione riprende parte dei testi da lui tradotti per Adelphi all’interno della raccolta Ombre giapponesi (2018), completandola con altri, qui proposti per la prima volta al pubblico di casa nostra – osserva la morte miscelarsi tanto con la mitologia quanto con il bestiario fantastico nipponico. Così, illustrando il noto compendio del folklore giapponese, Lacombe – autore e illustratore francese, ha compiuto i suoi studi presso l’Ecole Nationale Superieure des Arts Decoratifs di Parigi lavorando in parallelo per la pubblicità e l’animazione – offre un magnifico tributo al lavoro certosino (e suggestivo) di Hearn. 

Scrittore inglese venuto a mancare nel 1904, ha avuto una vita fuori dal comune: di origini irlandesi, educato prima in Francia e dopo in Inghilterra, Hearn emigrò nel 1869 negli Stati Uniti, dove lavorò come reporter per varie testate. Fino al suo (fortunato) approdo nel Sol Levante. Qui, infatti, firmò libri di gusto esotico, non di radio densi di valore documentario. Come nel caso, appunto, di Storie di fantasmi del Giappone, un libro dal quale emerge – prorompente – tutto il suo amore per la cultura della sua nuova patria (ottenne la cittadinanza giapponese), che lo portò non solo a percorrere ma, in particolare, ad indagare a fondo le varie province del paese, con l’intento (raggiunto appieno) di trascrivere le storie di fantasmi e le leggende tramandate di generazione in generazione. A fargli virtualmente compagnia, nel viaggio di Storie di fantasmi del Giappone, è Lacombe, che attraverso il suo stile inconfondibile – è un artista fortemente ispirato dal mondo delle fiabe, dai racconti per bambini e ragazzi nonché dai classici della letteratura – ha scelto lo stile adatto ad ogni singolo racconto (da Sogno di un giorno d’estate a La storia di Itō Norisuke, da Yuki-Onna a Sulla montagna di crani umani, solo per citarne alcuni), reinterpretando la vasta e complessa gamma del bestiario tradizionale forte del suo tratto unico.

La già citata prefazione di Lacassin non è un’introduzione che funge da mero compendio, come spesso accade per altre pubblicazioni. Qui una lettura attenta è imprescindibile, per comprende nel miglior modo possibile quanto si andrà non solo a sfogliare, ma ad osservare minuziosamente. A comprendere («numerose storie di fantasmi permettono al fantastico, ambito per eccellenza del soprannaturale, di esprimersi con l’ambiguità richiesta dalle nostre mentalità occidentali»). Quelli scritti da Hearn (che, dopo la sua morte, ha ricevuto numerosi omaggi sia in letteratura sia nel fumetto, al cinema o alla televisione) e illustrati da Lacombe (classe 1982, è tradotto e premiato in numerosi paesi, non tralasciando il fatto che espone regolarmente i suoi lavori in gallerie d’arte prestigiose, come la “nostra” Dorothy Circus a Roma) sono racconti armoniosi, delicati, poetici. Ma anche malinconici e tetri. 

In appendice al volume, il lettore trova alcuni giochi ispirati a quelli tradizionali che consentono d’inventare la propria leggenda di yōkai. E proprio a queste affascinanti creature tipiche del folklore nipponico è dedicata la mostra, sempre nella capitale, accolta dall’Istituto giapponese di cultura. Con la curatela di Yumoto Kōichi, l’esposizione La parata degli yōkai – aperta al pubblico fino al 22 ottobre, ingresso libero fino a esaurimento posti – pone l’accento sulla popolarizzazione dell’universo di mostri, spettri e quant’altro, invitando ad avventurarvisi ed esplorare la profondità dell’immaginario horror orientale di tutti i tempi. Oscure meraviglie: per gli appassionati del genere una combo volume e mostra è più che un semplice consiglio.

Info: www.ippocampoedizioni.it