Opere inedite di Gabriele Basilico in mostra a Catania: la città riparte dalla cultura per una nuova visione dell’esperienza turistica

Il lancio di un nuovo network di musei civici di Catania si inserisce in una strategia che vede il suo principio nell’apertura della mostra Gabriele Basilico – Territori intermedi dal 18 settembre al 17 dicembre.

La fase conclusiva di un periodo che ha portato al disfacimento di equilibri già precedentemente precari arriva oggi ad un punto di fondamentale importanza per quello che sarà il futuro del nostro paese. Ripartire da ciò che di positivo ci si è lasciati alle spalle è uno dei sentieri migliori per giungere ad un miglioramento complessivo.

Conoscere il territorio e saper valorizzare i punti di forza del proprio patrimonio artistico e naturale sono il punto di partenza che il Comune di Catania ha scelto per aprire una stagione turistica in grado di garantire un nuovo genere di esperienze per i cittadini e per i visitatori.

La città di Catania ha in programma l’espansione della sua offerta culturale, investendo quindi sul ricco e variegato patrimonio generato dalla stratificazione storica che ha da sempre contraddistinto la tradizione di questa terra.

La cultura diventa il generatore della ricerca di un turismo lento, in grado di dare nuova linfa ad un territorio capace di proporsi non solo come scrigno di preziose tradizioni ma anche come trait d’union fra un patrimonio artistico ormai storicizzato e un linguaggio maggiormente innovativo e affine al contemporaneo

Gabriele Basilico
Gabriele Basilico, Israele, 2006

Gabriele Basilico, il grande protagonista della fotografia contemporanea trova lo spazio per un racconto inedito: sono mostrate, in molti casi per la prima volta, fotografie realizzate durante gli anni di attività di uno dei più importanti autori del campo della fotografia nel panorama internazionale.

Le fotografie raccolte per l’esposizione di Catania puntano a dare nuova luce ad una ricerca che non ha mai trovato il giusto spazio per essere raccontata. Il paesaggio, nella sua complessa evoluzione, diventa oggetto di analisi durante il suo impiego in Francia tra il 1984 e il 1988. Il fotografo viene infatti selezionato per prendere parte alla Mission Photographique de la DATAR, iniziativa avviata dal governo francese in cui vengono coinvolti 28 fotografi di differenti nazionalità. Questa esperienza lo porta a registrare le mutazioni del paesaggio nel paese transalpino e nasce l’esigenza di incuneare l’interesse verso una branca della disciplina fotografica in gran parte ancora inesplorata e che in breve tempo si concretizza nel libro e nella mostra intitolata Bord de mer.

La riscoperta della fotografia del paesaggio è in quel momento anche oggetto di ricerca nelle carriere di altri grandi nomi che hanno dato lustro alla storia della fotografia italiana contemporanea: Luigi Ghirri, Gianni Leone ed Enzo Velati. Questo interesse collettivo segna una nuova tendenza, indirizzata verso la costituzione di una vera e propria corrente, che ripone la sua particolare attenzione verso un oggetto di ricerca poco ispezionato negli anni precedenti ma in grado, secondo i suddetti pionieri, di reinterpretare il rapporto tra l’uomo e lo spazio che lo circonda.

Gabriele Basilico
Gabriele Basilico, Rio de Janeiro, 2011

Nell’esposizione al Castello Ursino saranno raccolti anche alcuni scatti che Gabriele Basilico produce durante l’arco del 1991 nella città di Beirut. La scrittrice libanese Dominique Eddé invita in occasione di una tregua militare il fotografo italiano e altri cinque professionisti di fama internazionale nell’area urbana dilaniata da un conflitto durato più di quindici anni e che è stato causa di una radicale trasformazione del paesaggio cittadino.

L’azione antropizzate dell’uomo sul paesaggio naturale è il nucleo di un attività durata decenni e che ha trovato la sua conclusione nella prematura morte dell’autore nel 2013. 

L’esposizione Territori intermedi rimane a disposizione del pubblico fino a venerdì 17 dicembre 2021 e documenta, grazie al lavoro del curatore della mostra Filippo Maggia e al sostegno della fondazione OELLE- mediterraneo antico, una nuova ed inedita frazione del vasto archivio di uno dei pilastri della fotografia contemporanea in Italia.

Info: basilico.https://www.fondazioneoelle.com/territori-intermedi-di-gabriele-basilico/

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