Troppo facile amarti in vacanza, il nuovo graphic novel di Giacomo Bevilacqua

Roma

Era molto atteso – eccome – il nuovo graphic novel di Giacomo Bevilacqua, classe 1983. L’autore adesso torna in libreria, nelle fumetterie e negli store online con un racconto schietto e malinconico, simbolico e realistico. Troppo facile amarti in vacanza (Bao publishing, cartonato, 240 pagine a colori, 21 euro) è un graphic novel «che ho pensato nel 2018, scritto, disegnato e colorato durante tutti i 365 giorni del 2020», spiega Bevilacqua. E a chi gli domanda se questo racconto fa parte del “keisonverse” – “keison22” è il suo profilo Instagram, al pari di Il suono del mondo a memoria (Bao publishing, 2016), Lavennder e Attica (rispettivamente 2017 e 2020 per Sergio Bonelli editore) la risposta è affermativa. «E come tutti i miei lavori, saranno dei piccoli dettagli che ho lasciato in giro a dare al lettore la misura del quanto e del come».

È anche una storia amara, Troppo facile amarti in vacanza, dove la speranza viene accennata, e il futuro non va aspettato in modo inerme, ma (ri)costruito dalle ceneri – mattone su mattone – nella certezza che, a parte il sorgere del sole, il domani non dà garanzie. «Da un lato mi dispiace che il graphic novel esca in un momento simile, avrei preferito incontrare i lettori e parlarne di persona, perché di cose da dire ne ho molte», spiega Bevilacqua (che nel 2006 ha iniziato la sua carriera di fumettista come disegnatore per Editoriale Aurea). «Dall’altro – prosegue – ritengo che non ci sia momento migliore di questo, poiché il volume parla di solitudine, abbandono, rinuncia, rabbia e di tutte le contraddizioni platealmente visibili nel nostro paese».

Al contempo, però, il graphic novel di Bevilacqua «parla anche di speranza, cambiamento, rinascita e inclusione». Ambientato nel prossimo futuro, in un’Italia abbandonata da buona parte dei suoi abitanti, in cui la natura si è riappropriata dei propri spazi in maniera lenta, silente e inquietante, la giovane Linda, zaino in spalla – accompagnata dal suo fido cane Follia – intraprende un viaggio a piedi verso Roma (la città di Bevilacqua), attraversando un paese sempre più sommerso dall’acqua (“se cerchi me, sono andata via, un passo dopo l’altro. A piedi, su fino al confine. Che quando si fugge da ciò che si amava, si fugge sempre lentamente”).

Ma la vera difficoltà sta nel doversi districare tra le ingiustizie, i paradossi e la disillusione che permeano l’intero territorio. Nel suo peregrinare Linda incontra personaggi grotteschi: donne e uomini chiusi a doppia mandata nelle loro certezze, persone intolleranti (“o ti metti in fondo alla fila o vai a casa, gioia bella”), prive di empatia e solidarietà (“perché non te ne vai? Devo chiamare qualcuno e farti portare via con la forza?”), meschine e offensive (“ma vai a fare la superiore da qualche altra parte. Magari muori annegata tu e tutti quelli come te, stronza”).

Ciascuno disposto ad anteporre a ogni cosa il proprio interesse privato. C’è soltanto un pensiero che “accarezza” la ragazza, consolandola lungo il viaggio: un personaggio all’interno di una camera d’albergo a cui la sua mente sembra tornare nelle brevi pause durante il cammino; un pensiero, questo sì, nel quale trovare pace e riposo. Una persona che quando parla con Linda, attraverso i suoi racconti, ha il dono di farle credere che un domani migliore possa esistere.

L’Italia, già. Un paese che Bevilacqua non intende “affossare”. «Non l’ho mai visto come un brutto posto nel quale vivere – precisa – ma uno nel quale si investe troppo tempo a ripetere quanto è bello il tappeto, fingendo di non vedere quei bozzi orribili formati da tutta l’immondizia che è stata spazzata sotto». E nel suo graphic novel Bevilacqua l’intolleranza che non ammette repliche, la violenza di genere, il desiderio di sopraffazione e l’avidità senza freni sono all’ordine del giorno, all’interno di una società che ha smarrito non soltanto il buon senso ma anche i propri punti cardine. Eppure c’è un barlume di speranza, la fiducia riposta in coloro che resistono e insistono. Un po’ come lo stesso autore, fumettista duttile, difficile da “etichettare”.

Basti pensare che è l’autore di A Panda piace, spassosa serie di strisce creata nel 2008 che gli è valsa un premio Micheluzzi come miglior fumetto online. Certo, sono tanti i cantori del mondo dopo l’apocalisse. Bevilacqua lo tratteggia già oggi.

Info: www.baopublishing.it