Robby Müller

Milano

Installation view, Robby Müller Courtesy of Annet Gelink Gallery, Amsterdam

Robby Müller è riconosciuto a livello internazionale come uno dei più importanti direttori della fotografia in ambito sperimentale grazie alle sue collaborazioni con Wim Wenders, Jim Jarmusch e Lars von Trier di cui citiamo solo Paris, Texas (1984), Down by Law (1986) e Breaking the Waves (1996). In questi film, come in altri di William Friedkin, Peter Bogdanovich, Sally Potter, Michael Winterbottom e Steve Mc Queen, Robby Müller ha sempre spinto agli estremi la sperimentazione, ha cercato di evitare la pianificazione, la costruzione programmata dei piani e delle sequenze, preferendo la spontaneità del proprio sguardo. Attraverso il suo ricercato virtuosismo nello sfruttare ogni momento di luce naturale, Müller è sempre stato capace di creare una particolare unità tra narrazione, atmosfera e immagine.

Installation view, Robby Müller Courtesy of Annet Gelink Gallery, Amsterdam

Presentando un’ampia selezione di Polaroid e di edizioni, la mostra Like sunlight coming throught the clouds, che riapre oggi su appuntamento nello spazio milanese Case chiuse, si incentra su una parte meno conosciuta del suo lavoro. Questi scatti confermano la sorprendente abilità di Müller nel cogliere dettagli particolari, nel giocare con la luce e il colore, rivelando anche la sua predilezione per il crepuscolo, l’ora blu, in cui la luce naturale e quella artificiale si fondono. Müller ha sempre portato con sé una macchina fotografica e dal 1973 non ha mai viaggiato senza una Polaroid, dopo averla utilizzata per la prima volta sul set di Alice in the Cities (Wim Wenders). Quando non era completamente immerso nel suo lavoro, scattava con la sua istantanea catturando immagini di vita quotidiana: stanze d’albergo illuminate magicamente, auto americane e scenari urbani, motivi astratti nei paesaggi cittadini, alberi, fiori e autoritratti pervasi di giochi di luce. Ha costruito così un vasto archivio di Polaroid in cui risultano evidenti le costanti della sua ricerca. In tutta la sua carriera e in ogni scatto, ha sempre ricercato una precisa condizione di luce attraverso lo studio delle sue infinite proprietà.

Austin, Texas, while shooting Honeysuckle Rose, 1979. Courtesy of Annet Gelink Gallery, Amsterdam

Le Polaroid in mostra, scattate tra gli inizi degli anni Settanta e la fine degli anni Novanta, offrono la possibilità di osservare il lavoro fotografico di Müller da un punto di vista più ampio e autonomo rispetto alla produzione filmica. Indubbiamente rivelano una propria autonomia di ricerca e, allo stesso tempo, sono complementari al suo lavoro cinematografico perché nascono dalla stessa capacità visionaria di rappresentare il mondo. Müller è stato infatti capace di catturare singoli momenti silenziosi con la stessa sensibilità poetica che ha reso unica la sua visione cinematografica e ha portato molti a definirlo il ”maestro della luce”. A completare la mostra presso Case Chiuse HQ, un estratto del film documentario Living the Light – Robby Müller di Claire Pijman, presentato per la prima volta al Festival del Cinema di Venezia nel 2018 con la colonna sonora della band SQÜRL di Jim Jarmusch. Le immagini provengono dall’archivio privato dell’artista e ci offrono un ulteriore sguardo sul modo giocoso di osservare il mondo attraverso la luce.

Hotel Miramare, Sestri Levante II, 2 juni , 1977. Courtesy of Annet Gelink Gallery, Amsterdam

Il suo lavoro come direttore della fotografia è stato presentato in importanti rassegne internazionali presso l’Eye Filmmuseum di Amsterdam e la Deutsche Kinemathek di Berlino. Le sue Polaroid sono state protagoniste di mostre personali ad Arles, Rotterdam e Amsterdam.

L’ARTISTA
Nato nel 1940 sull’isola caraibica di Curaçao, allora territorio olandese, Müller è cresciuto in Indonesia e successivamente nei Paesi Bassi. All’inizio degli anni Sessanta ha studiato alla Netherlands Film Academy. Ha dato un contributo significativo al successo di un’intera generazione di registi indipendenti e ha ottenuto riconoscimenti come direttore della fotografia, portando avanti il suo lavoro con innovazione e virtuosa sperimentazione nell’uso della luce. La sua illustre carriera è stata segnata dalle collaborazioni con i registi Wim Wenders, Jim Jarmusch, Lars von Trier e Steve McQueen. Si è spento ad Amsterdam nel 2018.

Austin Texas, while shooting Honeysuckle Rose, 1979. Courtesy of Annet Gelink Gallery, Amsterdam

LO SPAZIO CASE CHIUSE
Il 12 febbraio 2020 su iniziativa di Paola Clerico è stato inaugurato lo spazio in via Rosolino Pilo 14, Milano. Questo luogo vuole essere il fulcro di attività che si articolano sempre seguendo i canoni di flessibilità, sperimentazione e ricerca di una leggerezza capace di sospendere, anche per pochi istanti, in un tempo non rigidamente codificato. La scelta del nome Case Chiuse, sinonimo di bordello o luogo di piacere, si pone come un’ironica provocazione nel tentativo di contrastare l’incessante frenesia di un mondo iperconnesso che ha pervaso anche il sistema dell’arte contemporanea. I progetti di Case Chiuse si pongono l’obbiettivo di offrire un’esperienza più intima, attenta e personale. Case Chiuse by Paola Clerico è nata nel febbraio del 2014 come piattaforma nomade di produzione e consulenza nell’ambito delle arti contemporanee, con il fine di sostenere gli artisti e facilitare la diffusione del loro lavoro. Per cinque anni sono stati ideati progetti e mostre occupando luoghi privati e non accessibili, aprendoli al pubblico nel periodo delle esposizioni, sempre realizzate in stretta collaborazione con artisti, gallerie e curatori. Il ”vagare”, sia fisico che mentale, è stato fonte di grande libertà e ispirazione e rimarrà come connotazione primaria del lavoro di Case Chiuse, sia per i progetti prodotti nel nuovo spazio sia per tutti quelli che continueremo a realizzare altrove. La piattaforma ha quindi trovato una casa fisica nello spazio di via Rosolino Pilo 14, ma mantenendo un’identità adattabile a seconda delle esigenze degli artisti e dei progetti futuri, senza costruire una scatola predefinita. 

During Mystery Train, Memphis,Tennesse, 1988. Courtesy of Annet Gelink Gallery, Amsterdam

While shooting Falsche Bewegung, Boppard am Rhein, 1974. Courtesy of Annet Gelink Gallery, Amsterdam

Fool for Love, Santa Fe, New Mexico, 1985. Courtesy of Annet Gelink Gallery, Amsterdam

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