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Da lanificio a spazio d’arte

Biella diventa ancora di più un centro nevralgico per la contemporaneità. Tra le vallate delle Alpi biellesi, infatti, a fare compagnia alla Fondazione Pistoletto è nato un nuovo spazio, che si presenta come un vero e proprio centro di produzione di arti contemporanee, ma che si appresta a farlo con un approccio moderno, fresco e multidisciplinare. Lo spazio è la Fabbrica Pria, un nome che evoca subito un glorioso passato industriale, e che oggi pur mantenendo un legame con la tradizione creativa e ingegnosa che le sue mura conservano ha spostato l’attenzione su altri linguaggi, a partire dalle arti visive. Questo grande capolavoro di archeologia industriale, infatti, dalla prima metà dell’Ottocento fino ai primi anni Duemila è stato un importante lanificio, che ha segnato la storia economica e sociale di quei territori e non solo. Oggi la nuova proprietà, la famiglia Azario, discendenti dei Pria, lo ha trasformato in un contenitore di eccellenza e sperimentazione, dove cultura, moda, arte e saper fare si fondono per dare spazio alla quintessenza della creatività. I grandi loft illuminati da una straordinaria luce naturale, un tempo luoghi di produzione di tessuti che hanno ispirato i grandi Couturier e ”vestito” il mondo, ospitano oggi gallerie d’arte, studi di design, agenzie di comunicazione creative e tipografie innovative, studi di architettura e sartorie di alta gamma. I key player dello spazio sono Daniele Basso Art, artista conosciuto per le sue opere monumentali specchianti, spunti di riflessione sui diversi temi della contemporaneità e dell’essere (www.danielebasso.it); Luisa Bocchietto, già presidente di ADI e oggi presidente in carica di WDO; Fashiongroup by Ettore Veronese, studio di progettazione stilistica con clienti internazionali www.fashiongroup58.it; Zaion Gallery, galleria di arte contemporanea dedicata alla valorizzazione di artisti contemporanei emergenti (www.zaiongallery.com); FUTURA Production, società di creazione e produzione di eventi leader del settore lusso, che annovera clienti quali Patek Philippe, Bulgari, Andrea Bocelli, FC INTER, Loro Piana, Reda, solo per citarne alcuni; Archivio PRIA; Terra di Lane, sartoria custom di eccellenza, forte della secolare tradizione tessile della zona, che veste i manager più importanti ed eleganti a livello internazionale (www.terradilane.it); V2, brand di moda maschile e femminile con target giovane in espansione internazionale costante (www.v2brand.it). 

WOOLBRIDGE GALLERY
Woolbridge art gallery è una galleria d’arte moderna e contemporanea che abita la Fabbrica Pria. Il progetto è nato dall’idea di due persone, il collezionista e mecenate Patrick Saletta, francese ma con origini biellesi, e il gallerista Jean Le Guyader, francese con esperienze nell’arte a Parigi, Shangai e Beirut. Dopo aver visto il posto la sinergia con la proprietà ha impiegato poco a nascere: «Stavamo cercando un grande spazio – raccontano – quando abbiamo scoperto le enormi possibilità offerte dagli spazi ex industriali biellesi con un’affascinante storia alle spalle e una grande capacità di essere trasformati in spazi artistici multiuso. Scoprendo la Fabbrica Pria ci siamo innamorati del suo magnifico edificio del XVIII secolo e della meravigliosa posizione lungo il fiume Cervo. La possibilità di utilizzare e trasformare gli ampi spazi disponibili del Lanificio in uno contenitore d’arte così unico era al di sopra dei nostri sogni. Ci siamo appassionati al luogo e abbiamo iniziato a realizzare questo grande progetto».
La galleria Woolbridge ha come obiettivo quello di presentare l’arte moderna e contemporanea a un vasto pubblico e ai collezionisti, e presto verrà affiancata da un laboratorio di restauro per l’arte contemporanea guidato da uno specialista e diversi laboratori (di cui uno per bambini). Il progetto è quello di aprire all’inizio di giugno 2021 nuovi spazi, con sale multimediali e biblioteca e anche un palco speciale per conferenze. L’idea degli Azario è ambiziosa: «Vogliamo fare diventare Woolbridge Art Gallery il polo culturale e artistico più grande d’Europa».

LA STORIA
Nel 1824 il francese Louis Boussù, proveniente da Vienne (Lione, Francia) identifica nel sito che si affaccia sul torrente Cervo il luogo ideale per la costruzione di un lanificio e ottiene dal sovrano i permessi necessari. La lettera ufficiale sottolinea l’intenzione di Boussù di introdurre la meccanizzazione nella fabbrica di Biella per filare e cardare la lana secondo l’uso francese. Fu il primo lanificio a sfruttare l’energia idraulica come forza motrice per i telai e le macchine, il primo ad avvalersi dell’illuminazione a gas. Nel 1864 venne ampliato lungo la sponda sinistra del Cervo, si costruirono derivazioni d’acqua, fantastiche opere di canalizzazione e lo storico ponte di legno – l’unico che nel Medioevo collegava Biella con la pianura di Levante – fu trasformato in pietra viva.

Nel 1894 Alfredo Pria subentra ai figli di Boussù e continua lo sviluppo di questo modello di archeologia industriale, testimonianza viva e vitale di un’architettura attenta alle esigenze del fare e produrre, che ha dato lavoro nel passato a più di 1000 operai. All’inizio del XXI secolo la famiglia Azario, discendenti di Alfredo Pria, inizia una trasformazione del sito per valorizzarlo e renderlo quello che è oggi: un vero centro pulsante aperto e in collegamento con gli stimoli esterni, un grande laboratorio di esperienze e idee, in continuo movimento. L’Archivio Pria contiene più di 1000 volumi, veri tesori di legatoria, con centinaia di migliaia di campioni di tessuti. Ogni campione è classificato e corredato da una scheda tecnica completa di rapporti trama-ordito e di tutti i dati necessari per riprodurlo fedelmente. L’archivio Pria non è solo un documento storico ma una fonte di ispirazione quanto mai attuale poiché rappresenta una testimonianza dell’evoluzione della moda e del gusto dall’inizio dell’Ottocento ad oggi. 

Foto courtesy Fabbrica Pria

 

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