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Piccole storie dal centro

«È solo per un eccesso di vanità ridicola che gli uomini si attribuiscono un’anima di specie diversa da quella degli animali». Parola di Voltaire. E chissà che Shaun Tan – artista di caratura mondiale, capace di portare a casa numerosi riconoscimenti, come l’Astrid Lindgren memorial award, il premio del Bologna children book fair, il Fauve d’or del festival di Angouleme e un premio Oscar per il miglior cortometraggio animato con Oggetti smarriti, tratto dal suo omonimo volume del 2000 – non si sia fatto guidare, seppur inconsciamente, da questo aforisma. Nel caso specifico, quando ha ”scelto”, in qualche modo, di intraprendere un nuovo, affascinante percorso, scrivendo – e illustrando – Piccole storie dal centro (Tunué, cartonato, 224 pagine a colori, 24.90 euro). Partendo da un interrogativo: dove possiamo vivere se non nell’ombra dell’altro? Una domanda, questa, che l’autore australiano si pone (e pone ai lettori) applicando la sua immaginazione, davvero unica, a un ragionamento sulla natura dell’uomo e degli animali, nonché sulla nostra convivenza urbana. Attraverso il suo stile riconosciuto e riconoscibile, tanto immaginifico quanto poetico, Shaun Tan offre al pubblico una raccolta di racconti nei quali esplora il rapporto, sempre più complesso, tra l’uomo e gli animali. Certamente all’interno delle metropoli (gli ambienti umani per eccellenza) nella vita di tutti i giorni. I testi sono accompagnati da immagini potenti, che ben esplicitano la varietà di tecniche usate dall’artista di Perth (classe 1974) nei suoi lavori: dai pastelli alle tempere, dagli oli ai colori acrilici, dell’argilla dipinta a mano alle matita di grafite. E ancora, dal collage all’utilizzo della china e della fotografia, grazie a cui dà linfa a scenari fantastici, metafore sottili e puntuali del pianeta che ci accoglie, e del quale fin troppo spesso ci dimentichiamo. Tra le migliori pubblicazioni dell’anno secondo The Guardian, Piccole storie dal centro è un’opera in grado di porre al centro del dibattito, puntando su una rappresentazione surreale – ma anche oscura, a suo modo – di emozioni e situazioni difformi, tematiche centrali per i tempi che viviamo, come il rispetto nei confronti dell’ambiente e il rapporto con la natura. Dalla rana al coccodrillo, dall’orso al pappagallo, dall’ape alla tigre, dallo squalo all’aquila, dall’ippopotamo alla lumaca, dal cane al cavallo, l’autore australiano – che ha iniziato la sua carriera curando i disegni in libri horror e romanzi di fantascienza per ragazzi – presenta venticinque poesie e storie illustrate, puntando su scene fantasiose che (bravura sua) veicolano non pochi interrogativi. Uno, in particolare: alla fine chi ha l’ultima parola? Un libro che sembra fotografico, tanto le immagini sono dettagliate, per esplorare l’amore e la distruzione che spesso oscillano e/o si sovrappongono quando si parla della relazione tra essere umano e natura. E (anche) in questo senso gli animali possono essere salvifici. Salvandoci da noi stessi. Insignito a giugno scorso del ”Kate Greenaway Medal” – tra i più importanti riconoscimenti con i quali vengono premiati, ogni anno, i migliori illustratori per l’infanzia nel Regno Unito – proprio con Piccole storie dal centro, Shaun Tan (di cui Tunué ha pubblicato in Italia: L’approdo, Cicala, L’albero rosso, Piccole storie di periferia, La cosa smarrita, Conigli) è un autore introspettivo ma non ”chiuso” nell’eremo, inaccessibile ai più, della sua arte. Riflessivo, comunicativo, armonioso: questo volume abbraccia tutto e tutti.

Info: www.tunue.com

 

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