Spazi

Spaziomensa si presenta

Nella periferia nordest di Roma, sulla via Salaria, dove prima sorgeva una grande cartiera adesso c’è un grande spazio indipendente, motore di creatività e sperimentazione artistica. Il progetto, nato recentemente, si chiama Spaziomensa e apre al pubblico il 16 ottobre con una mostra che vede protagonista un gruppo di artisti dalle storie e linguaggi differenti. Lo spazio, che si configura come luogo di accoglienza e di sperimentazione, inaugura il 16 ottobre con una collettiva di Sebastiano Bottaro, Dario Carratta, Marco Eusepi, Alice Faloretti, Alessandro Giannì e Andrea Polichetti. Pensato come un avamposto di resistenza finalizzato a valorizzare il fermento artistico romano, questo luogo definito ”artist-run-space” ospiterà al suo interno artisti connessi alla città di Roma, che contribuiranno alla costruzione di un dialogo basato sullo scambio e sulla gestione orizzontale della proposta espositiva. 

GLI ARTISTI

Sebastiano Bottaro, nato a Noto nel 1993, si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma, città dove vive e lavora. La sua ricerca artistica, fortemente influenzata dalla poesia, dalla filosofia e dalle scienze, si focalizza sui temi dell’essere e del tempo. Nelle sue opere riveste un’importanza centrale il segno, protagonista dello spazio e della forma, il quale viene ripetuto ossessivamente come simbolo e mezzo per far attrito al tempo stesso. Tra le esposizioni e le performance a cui ha preso parte si ricordano VRE – Virtuality Reality_Videocittà (Roma, 2019); Time to Kill Today, Franktaalgallery (Rotterdam, 2019); Time to Kill Today, NIObasement (Rotterdam, 2019); Comunione, con Cesare Pietroiusti, Angelo Mai (Roma, 2018). 

Dario Carratta, nato a Gallipoli nel 1988, si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove tuttora vive e lavora. Attraverso la pittura, trasferisce su tela visioni distopiche e perturbanti di personaggi al limite tra la fisicità del reale e l’evanescenza del sogno. Tra gli ultimi progetti espositivi si segnalano Klub Taiga (Dear Darkness) – Industria Indipendente, Biennale di Venezia – Teatro, 2020; In the Making, Galleria Richter (Roma, 2019); Angry Boys, Det Ny Kastet Museum (Thisted, 2018); Straperetana (Pereto, 2017); Display, Katzen Art Center (Washington DC, 2017); Sniff my Leather Jacket, Galleria Richter (Roma, 2017); Artist in Residence, Villa Firenze, Italian ambassador residence (Washington DC, 2017). 

Marco Eusepi, nato ad Anzio nel 1991, vive e lavora tra Anzio e Roma, dove si è diplomato in Pittura e in Grafica d’arte all’Accademia di Belle Arti. La sua ricerca pittorica indaga gli elementi della natura tramite la loro scomposizione formale, presentandoli in una condizione di costante ambiguità tra astrazione e figurazione. Partendo dall’analisi del linguaggio storico della pittura, ricerca una tensione poetica interna ai fenomeni della realtà, restituendola attraverso il filtro della memoria. Tra le sue esposizioni più recenti si ricordano: Sum Art, Mucciaccia Contemporary (Roma, 2020); Marco Eusepi, Opere Pittoriche, a cura di Tiziana D’Acchille, Link Campus University (Roma, 2019); Underpainting, Albert Van Dyck Museum (Schilde, 2019); Segno Contemporaneo, Dingyuan International Art Center (Pechino, 2019); Academia Italia, VII Saint Petersburg International Cultural Forum (Saint Petersburg, 2019), Le Stanze dell’Arte, Piero Gilardi, Giuseppe Modica, Marco Eusepi, Galleria Lombardi-Galleria la Nica (Palermo, 2018); Hanji-opere in carta, Istituto Culturale Coreano (Roma, 2018); Masters Salon Painting, Koninklijke Academie voor Schone Kunsten Antwerpen, (Anversa, 2017). È il vincitore dell’edizione 2018 del Premio Paolo Picozza.

Alice Faloretti, nata a Brescia nel 1992, vive e lavora tra Venezia e Brescia. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia e l’AVU Fine Arts Academy di Praga, nel 2018 ha conseguito il Diploma di Laurea magistrale in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Il suo lavoro intende sviluppare una rilettura poetica del soggetto-paesaggio, riproposto mediante un intreccio atemporale di luoghi, esperienze, ricordi e suggestioni, provenienti da episodi del suo vissuto personale. Tra le esposizioni più recenti a cui ha preso parte, si ricordano la personale Suspension of disbelief, Galleria Francesca Antonini (Roma, 2019), la mostra bipersonale di fine residenza, Atelier 300, Fondamenta Gallery (Roma, 2020) e le collettive Whatever it takes, Galleria A plus A (Venezia, 2020), 102ma Collettiva Bevilacqua la Masa, Galleria di Piazza San Marco (Venezia, 2019), Selvatico [14] (Cotignola, 2019) e Tutti non ci sono, Traffic Gallery (Bergamo, 2019).

Alessandro Giannì è nato nel 1989 a Roma, dove attualmente vive e lavora. Nella sua ricerca sono presenti diverse tipologie di lavori, sia di natura tradizionale (la pittura, il disegno e la scultura), sia di natura tecnologica (il video, l’animazione, la stampa 3D e la virtual reality). Ha esposto in diverse istituzioni in Italia e all’estero tra cui: l’American University Katzen Arts Center (Washington DC); la residenza dell’ambasciatore italiano negli USA Villa Firenze (Washington DC); il museo Maxxi (Roma); il museo Macro (Roma); la Casa delle armi (Roma); l’Istituto Svizzero di Roma; l’Istituto Svizzero di Milano; Kühlhaus Berlin (Berlino); il Museo d’Inverno (Siena), i Giardini del Casinò di Venezia. Ha preso parte come art director al progetto EGH di Enrico Ghezzi ed Emiliano Montanari all’interno della 73a Biennale d’Arte Cinematografica di Venezia. Tra le mostre recenti: RE-NEW, Postmasters Gallery (Roma, 2019); Azimut Libera Impresa Expo (Milano-Rho Fiera, 2019); Messinscèna, Numero cromatico (Roma, 2019); Questa razza di diavoli non conosce regole!, Maker Faire – The European Edition (2019); L’apocalisse dell’ora, AlbumArte (Roma, 2019).

Andrea Polichetti è nato nel 1989 a Roma, dove vive e lavora. Si forma lavorando per quasi un decennio alla produzione e all’allestimento di mostre internazionali di artisti della generazione precedente alla sua. La sua ricerca si articola in disegni, sculture, neon e opere pittoriche con tecniche miste, che fungono da input per installazioni site-specific, creando così una stratificazione di lavori in cui indaga il lato più intimo dell’essere, la sua relazione con i media, l’informazione e la natura. Ha preso parte a varie collettive, tra cui The Club, American Academy in Rome (Roma, 2016), e Artists in Residence, Villa Firenze, Ambasciata italiana presso gli Stati Uniti (Washington DC, 2017). Le sue ultime personali sono Gloria y Amigos, The National Exemplar Gallery (Roma-New York, 2018), e A guy and a lady pumped up, Transformer (Washington DC, 2017). Ha lavorato attivamente con artisti della sua generazione alla creazione di mostre indipendenti, come 89/2012; del temporary space Da Franco, all’interno di una barberia; e di un progetto editoriale di fanzines.

 

 

 

 

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