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Il Maxxi restituisce nuova vita a palazzo Ardinghelli

A palazzo Ardinghelli, in quello che a metà del 1700 era stato presentato come un piccolo gioiello barocco nel cuore d’Italia, a L’Aquila, progettato da Francesco Fontana, figlio del celebre Carlo, adesso il Maxxi porterà una programmazione incentrata sul contemporaneo, rispettando il dialogo interdisciplinare così come avviene nel museo romano. Questo è un importante progetto, che il museo presieduto da Giovanna Melandri ha realizzato in collaborazione con il Mibact dopo il restauro del palazzo, avvenuto grazie a un finanziamento del governo russo. Come molti altri luoghi del centro del capoluogo abruzzese anche questo era rimasto gravemente danneggiato dopo il sisma del 2009. Ma sabato 5 settembre ne verrà inaugurato il nuovo programma, ricco di contaminazioni contemporanee. Accanto a progetti site specific, infatti, le sale di Palazzo Ardinghelli ospiteranno opere della collezione Maxxi, arricchita da una programmazione di mostre temporanee d’arte, architettura e fotografia. Si comincia con le committenze speciali degli artisti italiani Elisabetta Benassi, Daniela De Lorenzo, Alberto Garutti, Nunzio, Ettore Spalletti e della giovane artista russa Anastasia Potemkina e con i progetti originali di due maestri della fotografia: quello sull’Aquila firmato da Paolo Pellegrin e quello di Stefano Cerio con la comunità degli abitanti di Onna. 

 

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