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Un’altra mostra su Banksy

È possibile creare un dialogo tra uno dei più importanti pittori rinascimentali e un artista street, pop, hip pop e famoso in tutto il mondo per le sue provocazioni? Probabilmente se lo sono chiesti anche Gianluca Marziani e Stefano S. Antonelli quando hanno cominciato ad immaginare la mostra  AFFRESCHI URBANI. PIERO incontra un artista chiamato BANKSY in programma al Museo Civico di Sansepolcro grazie alla collaborazione di MetaMorfosi Associazione Culturale e di Civita. La risposta naturalmente è sì, e il risultato di questa sperimentazione è visibile dal 20 giugno al 10 gennaio 2021 nell’esposizione che presenta di una selezione di oltre venti serigrafie, quelle che Banksy considera tracce fondamentali per diffondere i suoi messaggi etici. Opere che hanno avuto genealogie e percorsi eterogenei, diventando talvolta veri e propri ”affreschi urbani”, spesso rimossi rubati o consumati dal tempo e che quindi possono entrare in perfetta armonia con i capolavori di Piero della Francesca. Come spiega  l’assessore alla Cultura di Sansepolcro Gabriele MarconciniDi primo acchito potrebbe sembrare azzardato associare la nostra tradizione pittorica dell’affresco con la street art tuttavia entrambi questi linguaggi utilizzano il vuoto delle superfici murarie per creare opere di grande valore comunicativo, oltre che estetico. In particolare, i graffiti di Banksy sono in grado di interagire efficacemente con le masse, stimolando l’uomo contemporaneo a prendere coscienza di sé e del mondo circostante: seppur con i dovuti distinguo, su questo aspetto si può riscontrare una certa analogia con l’arte figurativa dei secoli scorsi, in particolare con quella di Piero della Francesca.

Tra le opere in mostra ci sarà l’iconica Girl with Balloon, serigrafia su carta del 2004-05, votata nel 2017, in un sondaggio promosso da Samsung, come l’opera più amata dai britannici. Ci sarà poi Love is in the Air, un lavoro su carta che riproduce su fondo rosso lo stencil apparso per la prima volta nel 2003 a Gerusalemme, sul muro costruito per separare israeliani e palestinesi nell’area della West Bank, raffigurante un giovane che lancia un mazzo di fiori, messaggio potente a un passo dai lanciatori di pietre del palcoscenico più caldo del Mediterraneo. Altra opera fondamentale, con tutti i suoi rimandi all’iconografia del Rinascimento, reinterpretata secondo la tecnica del détournement che ne mette in crisi il significato classico, è la Virgin Mary, conosciuta anche come Toxic Mary, una serigrafia su carta del 2003 che, secondo alcuni, rappresenta una dura critica di Banksy al ruolo della Religione nella Storia.

 

 

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