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Sostanza densa

«In un mondo sconvolto da un mostro onnipotente, solo un supereroe può mantenere viva la speranza. Con la scomparsa dell’eroe, l’umanità farà i conti con l’attesa nervosa che precede l’annientamento, dove ogni ruolo si sgretola e tutti i desideri possono essere realizzati». Il messaggio che campeggia sulla quarta di copertina del graphic novel Sostanza densa (brossurato, 128 pagine a colori, 23 euro), scritto e disegnato da Tommy Gun, ben tratteggia questa ottava pubblicazione nata tra il collettivo di fumettisti indipendenti Progetto Stigma ed Eris edizioni. Vero e proprio horror-distopico, contraddistinto da tavole dal forte impatto visivo – e da un ”sapore” acido, che disturba quanto basta – Sostanza densa narra di un mondo stravolto da un mostro che pare invincibile (oggi, seppur per altre ragioni, ne sappiamo qualcosa), una sostanza blu minacciosa – un Blob 4.0 – tanto informe quanto mutevole, pertanto imprevedibile, in grado di esaudire le volontà di tutti mentre distrugge ogni cosa («difficoltà di mantenere una posizione nella società, credere di poter avere la realtà sotto controllo, e sopravvivenza. La sostanza densa è un mostro immateriale che ha il potere di realizzare qualsiasi desiderio», scrive l’autore sul suo diario online tommygunmoretti.blogspot). Ebbene, Plutarco insegna, «non esiste niente di meglio che mantenere la calma di fronte a un nemico che sbraita». Nel caso specifico respingiamo al mittente, perché qui è impossibile restare algidi. Basti pensare che l’umanità, moncata del suo supereroe Antenna (che fine ha fatto?) si ritrova a fare i conti con il caos assoluto; e la ragione non tarda ad arrivare: entrare in contatto con la sostanza densa (appunto) equivale a mettere nero su bianco – meglio ancora, a concretizzare – gli istinti peggiori, i desideri più inquietanti dell’umanità medesima. «Il fatto di avere un premio trasforma i personaggi del volume in concorrenti di un gioco nel quale si può vincere ogni cosa», circoscrive l’autore. Di fatto, qualsiasi ruolo è annullato e la fiducia va a farsi benedire (”All hope is gone”, come cantano gli Slipknot, è un sottofondo più che consigliato, soprattutto quando recita: «Cosa stiamo concedendo per la nostra libertà?») di fronte all’imminente catastrofe totale. Certo, in tempi così difficili il consiglio di leggere Sostanza densa potrebbe quasi far storcere il naso (ci immaginiamo la scena, sotto la mascherina). Ciò nonostante, il volume a fumetti targato Tommy Gun – cresciuto nel mondo delle autoproduzioni, è tra i fondatori del festival Ratatà di Macerata – merita attenzione. Non solo perché è il graphic novel d’esordio dell’autore (ha collaborato con riviste come Linus, il Tascabile, il Manifesto) ma soprattutto per l’impatto visivo che emana ogni singola pagina nonché la costruzione narrativa basata su flashback. A questo proposito, l’autore precisa: «I flashback mi sono serviti per strutturare i personaggi – anche perché sono tutti amici, colleghi o famigliari – e quindi metterli tutti nella stessa storia senza un background di partenza non avrebbe avuto senso». Colori ultra pop che sposano uno stile evocativo del fumetto popolare che fu. Sostanza densa esprime al meglio (o al peggio) l’individualità assoluta, le paure più ataviche dei nostri giorni.

«Nell’ordine di grandezza del mostro, in Sostanza densa vengono forgiati gli scarafaggi che resisteranno alla sua apocalisse», chiosa Tommy Gun. Fidatevi.

Info: www.erisedizioni.org

 

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