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Nasce l’archivio digitale pubblico di opere d’arte

La tecnologia si accinge a modificare radicalmente il processo di archiviazione delle opere. Sui tempi che ci vorranno per introdurre questa best practice, soprattutto in Italia, non si è ancora in grado di sbilanciarsi. Anche perché la poca trasparenza dei processi di archiviazione nel settore artistico è il presupposto su cui si fonda, purtroppo, una grossa fetta di mercato ”nero” di opere d’arte. Ma da Lugano arriva un tentativo di archiviazione digitale. A lanciarlo è la società ArdID, che ha presentato il primo archivio digitale pubblico di opere d’arte. Di che si tratta? È uno strumento che permette di valorizzare la produzione di ogni artista in una modalità facilmente condivisibile e soprattutto trasparente. È così possibile tracciare la produzione di un artista, ogni collezionista può confrontare l’opera in suo possesso con quello che l’artista ha archiviato e con l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale può facilmente rilevare differenze, danni eventuali, usura o contraffazione. Grazie al proprio certificato digitale – creato direttamente dall’artista – è quindi possibile verificare l’originalità e l’intera storia di ogni opera a discapito della circolazione di falsi. In questo modo infatti si può accedere alla documentazione e alle immagini delle opere dotate di certificato digitale sfruttando la tecnologia blockchain, che permette di archiviare le informazione così da non poter essere più modificate, ma comunque condivise e aggiornate. Stefano Vablais, Founder di ArtID spiega che «la creazione di un archivio digitale pubblico rappresenta per l’artista un riferimento e per tutti i possessori delle sue opere una dimostrazione di totale trasparenze e l’equivalente di una mostra permanente».

Info: https://www.artid.ch/ 

 

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