5Points. - Interventi

D.F.V.O. (Dentro. Fuori. Verso. Oltre.) con Alessandro Piangiamore

Stiamo vivendo un momento molto duro da affrontare e Inside Art si è fatta delle domande. La risposta è sintetizzata in questo ciclo di interviste in cui ci confrontiamo con degli artisti per analizzare la reazione umana a quanto stiamo vivendo. Il fil rouge di questa narrazione è D.F.V.O. (Dentro. Fuori. Verso. Oltre.) scandito attraverso cinque brevi domande per capire quali sono i pensieri in giro in questo periodo. Come spiega Rosa Ciacci, la curatrice di questa rubrica, edizione speciale di 5Points., infatti, ”In questi giorni di quarantena mi sono chiesta un po’ di cose. Ho avuto tempo per farlo. Ho avuto tempo per affacciarmi dalla finestra e pensare anche da là. Ho avuto tempo per starmene un po’ affacciata. Già. E ho immaginato le vite delle persone che passavano: chissà che fanno, perché sono uscite, come si sentono, come vivono questo periodo. D.F.V.O. (Dentro. Fuori. Verso. Oltre.) Un po’ per fermarci.”

Oggi lo abbiamo chiesto ad Alessandro Piangiamore.

Come ti senti? Cosa ti passa in mente in questi giorni? Pensieri? Idee nuove e/o idee che ritornano? Dentro la tua testa.

È molto complicato esprimersi in questo periodo: le nostre idee e abitudini sono soggette ad una mutazione velocissima, gli eventi lo stanno dimostrando. Mi sembra di vivere in un mese che non esiste, con un audio mesto. Una sorta di imbuto dentro il quale qualsiasi suono si amplifica e diventa grave. Navigo tra le migliaia di informazioni e a tratti penso che tutto ciò possa contribuire al riequilibrio di una società che ha fallito. È un momento potenziale per la crescita di pensiero e l’assunzione di consapevolezza, bisognerà poi tradurre la lezione in fatti, sperando che (la lezione) sia stata sufficiente.

#iorestoacasa. Cosa è per te casa? Spazi concreti. Spazi astratti. Dentro lo spazio.

Per scrivere #iorestoacasa bisognerebbe forse provare ad immaginare cosa significa non averla. Adesso sento il rumore del frigorifero, sono solo le quattro del pomeriggio….certi rumori si sentono solamente la notte in città. Personalmente sto bene a casa, ma comincio a percepire sofferenza, dovuta più alla costrizione mentale che ci impone la situazione. La limitazione delle libertà a livello psicologico prima, e fisico dopo, è micidiale. Io oggi ho provato a fare ginnastica guardando una lezione su youtube…

Cosa vedi fuori, se ti affacci? Come immagini fuori se non ti affacci (e se lo immagini)?. Fuori dalla testa, fuori dallo spazio

Vedo una scena statica, mossa soltanto dal vento che fa ondeggiare una bandiera e i fili delle antenne. Sento i versi degli uccelli, gabbiani soprattutto, e li immagino completamente disorientati, mentre il sole entra in casa. Per lungo tempo ho avuto la percezione di escludere l’uomo dal mio lavoro, o meglio, ho immaginato il mio lavoro a prescindere dall’uomo e dal tempo, provando a riportare tutto ad una dimensione archetipica. Questo momento mi riporta a quel tipo di sensazione.

Desideri. Necessità. Bisogni. Ti manca qualcosa? Ti manca davvero qualcosa? Il tuo tempo libero “in gabbia”. Verso chi e/o cosa.

Mi viene in mente un mio lavoro del 2008 dal titolo Quando il fuori di adesso era dentro e il dentro era fuori: è una scultura fatta con un ramo d’albero e un ramo di corallo, uniti tra loro senza soluzione di continuità, come se ciascuno dei due elementi volesse trasformarsi nell’altro. È un’opera che mi ha sempre fatto pensare allo stato di insoddisfazione che vive l’uomo, pur nella migliore delle sue condizioni. Mi considero privilegiato: sono abituato a vivere il mio tempo  anche con grandi buchi di ”non azione” e questo momento mi sta aiutando a percepire in maniera ancora più chiara il valore di questa condizione. Comincia però a mancarmi l’attrito con la quotidianità.

Sembra tutto un po’ assurdo. Fiction. Reality. Un tuo film: qualche battuta. Oltre.

Fiction: mi piace però pensare che in questo momento si possa provare ad affinare le nostre capacità, ad esempio quella di comunicare con il pensiero, senza necessità di parole, capire come distribuire in maniera equilibrata le risorse o comunque tentare approdi nuovi. Reality: temo di ritrovare tutti più grassi e più ciechi, frastornati da questa fantastica ”comfort zone” alla quale poco svogliatamente ci stiamo abituando.

 

www.alessandropiangiamore.com

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