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Fumettisti uniti contro il covid

In un momento storico nel quale l’Italia è ferma, i fumettisti italiani si mobilitano da casa, a supporto della raccolta fondi dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani. Ideata e promossa da Arf! il festival del fumetto di Roma – in agenda, almeno per il momento, con la sua sesta edizione nei giorni 22, 23 e 24 maggio nella location capitolina Ragusa Off – l’iniziativa ”COme VIte Distanti” vede la partecipazione di un collettivo di autori composto da Gipi, Zerocalcare, Sara Pichelli, Werther Dell’Edera, Fumettibrutti, Gigi Cavenago, Rita Petruccioli, Valerio Schiti, Mirka Andolfo, Davide Toffolo, Ratigher, Carmine Di Giandomenico solo per citarne alcuni (l’elenco completo, costantemente aggiornato è sulla pagina arfestival.it/covid). Fumettisti di casa nostra uniti per narrare un’unica grande storia che – liberamente ispirata a un gioco collettivo inventato dai surrealisti del secolo scorso – sarà raccolta in un libro. Il ricavato della vendita delle copie sarà devoluto interamente all’Istituto Spallanzani. Pagina dopo pagina, il volume coinvolgerà in modo eterogeneo e corale le autrici e gli autori più rilevanti della scena nazionale e non. Del team autoriale che ha scelto di abbracciare l’iniziativa di Arf! (che seguirà l’intero progetto, curandone il coordinamento editoriale, la comunicazione, la stampa del volume e il flusso delle donazioni) fanno parte Lorenza Di Sepio, fumettista ed autrice di Simple&Madama per Magic press, e Simona Binni, autrice Tunué che ha firmato (tra gli altri) i graphic novel Silverwood lake e La memoria delle tartarughe marine. «Gli organizzatori di ”COme VIte Distanti” mi hanno chiesto di aderire e nonostante per me il lavoro in questo periodo non si sia affatto fermato – tutt’altro – ho accettato subito», spiega Di Sepio, che aggiunge «ho sempre voluto far parte di qualcosa di bello e utile, questo mi è sembrato il caso giusto». Sulla stessa scia Binni. «Ritengo fondamentale che noi artisti, come chiunque possegga un talento creativo, lo metta a disposizione di cause importanti. L’arte in generale può e deve veicolare messaggi e contenuti. Ha in sé, infatti, la potenza necessaria per raggiungere le persone tutte e lasciar loro uno spazio fisiologico d’interpretazione e consapevolezza». Dunque, in questo momento così complicato, i fumetti possono realmente essere d’aiuto? «Certamente – replica Di Sepio – da sempre i fumetti e le storie accompagnano grandi e piccoli, supportandoli con morali, riflessioni o anche solo con un momento di lettura spensierata. E in questo periodo possono farlo ancora di più, intrattenendoci al sicuro nelle nostre case ma facendoci comunque evadere dalla noia o la tristezza». Circoscrivendo, tutti abbiamo la necessità di ascoltare storie? «Senza dubbio, in particolar modo quando si parla di fumetto, che racchiude in sé la potenza del racconto. Una storia si legge per evadere, consolarci, diventare persone migliori, attraverso l’incontro con l’altro, che di quelle pagine è autrice o autore», risponde Binni, che specifica: «Le immagini e i colori poi sono uno strumento basilare che aggiunge fascino alla narrazione e la accompagna. E ancora, lo spazio bianco che separa le vignette, quel luogo simbolico e unico in cui il lettore completa a suo modo la narrazione. E ne diventa parte attiva».

Info: www.arfestival.it

 

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