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Il Barocco ad Amsterdam

Dal 14 febbraio al 7 giugno il Barocco romano incanta Amsterdam. Al Rijksmuseum  arriva la mostra Caravaggio – Bernini. Il Barocco a Roma, la prima grande mostra all’estero sulla nascita del Barocco italiano. Un periodo che ha creato una rivoluzione artistica che si è fatta sentire in tutta l’Europa di tradizione cattolico-romana. Personaggi di spicco sono stati il pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610) e lo scultore Gian Lorenzo Bernini (1598-1680). Intorno a questi geni si sono riuniti molti altri talenti artistici. La Città eterna nei primi decenni del XVII secolo è al centro di un vero e proprio boom in campo artistico. In un periodo breve, Roma diventa una fucina internazionale ricca di idee e correnti artistiche nuove. Questo clima in fermento è il terreno fertile per far nascere un nuovo stile, che sarà chiamato Barocco molto più tardi. I protagonisti della mostra, Caravaggio, Bernini e gli artisti a loro più vicini, incarnano questo gemellaggio artistico. Nelle loro opere si ritrova la storia dell’enorme slancio artistico di Roma e delle innovazioni radicali nell’arte tra il 1600 e il 1640. Il filo conduttore è dato dai termini principali del vocabolario artistico dell’epoca, concetti come meraviglia,vivezza, moto, scherzo oppure terribilità. 

Le opere più importanti della mostra sono il suggestivo Narciso di Caravaggio, il Ragazzo morso da un ramarro, l’Incoronazione di spine, e le opere di Bernini, di epoca giovanile Bacco, il commovente San Sebastiano, il busto di Medusa, ma anche rari ritratti marmorei di Thomas Baker, del cardinale Richelieu e un autoritratto. Saranno esposti, tra gli altri, anche dipinti di Ludovico e Annibale Carracci, Guido Reni, Giovanni Baglione, dei Gentileschi, di Nicolas Poussin, Simon Vouet e dell’eccentrico Tanzio da Varallo. Sculture di Alessandro Algardi, tra cui Sonno (Slaap) di marmo nero, la statua danzante del Fauno Rondinini del fiammingo François du Quesnoy, massimo esponente del Barocco romano, e una statua equestre in bronzo di Francesco Mochi.

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